SAMPDORIA MVP - Entra, segna, lotta. Quagliarella, la classe non ha età
Quante volte ci siamo trovati a tessere le lodi di Fabio Quagliarella? L'attaccante che, a dispetto di chi ogni anno fa notare che il tempo non scorre certo all'indietro, smentisce chiunque con i numeri, a furia di goal. Sono 8 i sigilli stagionali, per un bottino totale di 172 reti in Serie A, di cui 92 con la maglia della Sampdoria, tante quante Bassetto. Con la Fiorentina parte dalla panchina, rimettendosi alla scelta di Ranieri di giocare con una sola punta di ruolo, Keita Balde, supportata da Gaston Ramirez sulla trequarti; ma quando il mister blucerchiato lo chiama in causa, risponde presente e timbra, ancora una volta, una rete decisiva.
In poco più di venti minuti, il numero 27 lascia ancora una volta il segno, fresco come un ragazzino e con quell'esperienza letale per i difensori avversari: duetta con Candreva (subentrato allo stesso minuto) e finalizza alla perfezione l'assist di quest'ultimo, mettendo fuori gioco Pezzella e calciando a botta sicura, piazzandola di prima col piatto mancino. Dragovski può solo arrendersi, guardando la rete gonfiarsi e il tabellone segnare quel 2-1 che allunga il passo sulla zona calda della classifica e spinge la Samp verso acque più tranquille, più gradite che mai visti i prossimi ostici impegni previsti dal calendario.
L'azione del 2-1 è costruita, cercata, voluta. Quagliarella la propizia e la finalizza e dopo la rete si danna l'anima sino al triplice fischio, proponendosi, contrastando, allargando per gli esterni con precisione e leggendo l'azione con malizia ed esperienza. Il suo colpo da biliardo vale tre punti, ma la sua prestazione è un capolavoro di cinismo: basso minutaggio, alta qualità. Quella qualità che non si insegna, perché è soltanto parte del DNA dei veri fuoriclasse.
