SAMPDORIA MOMENT: tra raddoppi di marcatura, scivolate e tackle vincenti
Avremmo potuto scegliere come “Sampdoria moment” della vittoria di S. Siro l'ingresso in campo di Djuricic, la freddezza dal dischetto di Luis Muriel, il mancato raddoppio capitato tra i piedi di Djuricic, uno degli interventi determinanti di Emiliano Viviano, oppure la bella azione orchestrata nel primo tempo conclusasi con il tiro di Linetty neutralizzato da Donnarumma. Questa volta, però, abbiamo deciso di focalizzarci su quella che è stata la costante della Sampdoria vista a San Siro, un copione fatto di aggressività e pressing costante sul portatore di palla, raddoppi di marcatura, scivolate decisive e tackle vincenti.
La chiave di volta è stato l'atteggiamento con cui la squadra è scesa in campo: soltanto giocando con un'intensità tale da mettere in ombra la tecnica degli avversari è possibile contrastare le squadre più blasonate. Un atteggiamento tattico vincente messo in campo già con la Roma una settimana fa e replicato con maggiore convinzione nella gara esterna odierna.
Diventano così decisivi quei piccoli gesti tecnici e atletici che hanno permesso di costruire una vittoria inattesa secondo i bookmakers, viste le differenti possibilità e ambizioni delle squadre scese in campo. Nei primi minuti di gioco Bereszynski e Regini inseguono palloni che sembrano perdersi sul fondo ed intervengono in scivolata su un campo pesante per evitare due calci d'angolo che appaiono ormai scritti, mettendo in chiaro sin dall'inizio che i ragazzi di Giampaolo sono determinati a concedere il meno possibile ai pericolosi attaccanti del Milan.
A centrocampo, per tutta la durata della gara, si lotterà incessantemente, raddoppiando e addirittura triplicando la marcatura nei momenti di maggiore concitazione e pericolosità: la densità in mediana a e ridosso dell'area in certi frangenti è tale da rendere davvero difficile per la squadra di Montella trovare il pertugio vincente per andare al tiro. Torreira, Praet e Linetty svolgono un lavoro spesso oscuro ma assolutamente efficace, consentendo ai centrali di recuperare la posizione e impedendo agli esterni di trovarsi troppo spesso costretti all'uno contro uno.
Il numero di contrasti cercati e vinti è elevato, propiziato proprio dai raddoppi di marcatura, a cui si aggiunge il sacrificio degli attaccanti, dal solito Quagliarella pronto a fare a sportellate ad un Muriel che diventa aiuto terzino quando il Milan spinge, passando per un Bruno Fernandes che nel primo tempo pressa costantemente Paletta e Zapata quando tentano di impostare. Tanti recuperi e molto pressing che vanificano la volontà del Milan di reagire e provare a recuperare lo svantaggio. Davide che batte Golia è una trama resa possibile dal grande lavoro compiuto da Giampaolo, che ha saputo ritrovare il bandolo della matassa dopo un periodo complicato e avaro di risultati, e dall'impegno profuso in campo da ogni singolo elemento, dai più qualitativi a coloro che puntano più sulla quantità.
Nessuna esaltazione, così come non dev'esserci eccessivo pessimismo nei periodi più critici, ma è piacevole potersi crogiolare nel sapore di una vittoria scaturita da un ingranaggio riparato dopo l'inceppamento di alcune settimane fa, che ha ritrovato – anche con l'aiuto del mercato con l'arrivo di Bereszynski – il suo perfetto funzionamento.
