SAMPDORIA MOMENT: la discesa di Regini e la metamorfosi della ripresa
C’è stato un tempo in cui Juventus-Sampdoria era sinonimo di sfida Davide contro Golia. Forze economiche imparagonabili, qualità complessiva della rosa differente, il risultato appariva quasi scontato. Eppure, oggi il fortino bianconero trema al sopraggiungere della squadra blucerchiata (che nella sua storia ha ottenuto 5 successi a Torino di fronte alla Vecchia Signora).
La prima mezz’ora di gioco ha visto la Samp accusare i colpi sferrati da una capolista partita al massimo, per schiacciare l’avversario e chiudere la pratica nel minor tempo possibile. Romero ha impedito che il passivo fosse più pesante, la retroguardia ha retto ed è tornata negli spogliatoi ferita, ma ancora viva.
Nella ripresa la musica è cambiata ed è stato il giocatore blucerchiato più in affanno nei primi 45’, Vasco Regini, a guidare l’assalto: il difensore si propone in avanti alimentando il contropiede, con una progressione da manuale e scarica su Eder che vede sopraggiungere Manolo Gabbiadini, appena subentrato. L’attaccante riceve dal vertice destro dell'area, si accentra e confeziona una rete splendida, imparabile, un sinistro a giro da cineteca.
La metamorfosi di Regini è un incantesimo che colpisce tutta la squadra: improvvisamente tutti acquisiscono consapevolezza e coraggio. Il centrocampo prende le misure, l’attacco si fa più intraprendente, la difesa più attenta e rocciosa. Ora è la Juventus a subire il colpo.
Saper soffrire è importante, saper reagire è fondamentale: un plauso alla Sampdoria di Sinisa Mihajlovic, mai doma e consapevole dei propri mezzi, persino di fronte alla prima della classe.
