SAMPDORIA MOMENT: Il gruppo che non si arrende mai
Non vincevamo dalla gara contro il Torino del lontano 4 dicembre, da quel momento 5 sconfitte tra campionato e Tim Cup e 2 deludenti pareggi interni per 0-0 contro Udinese ed Empoli. Il goal a freddo di Bruno Peres avrebbe tagliato le gambe alla quasi totalità delle squadre che si ritrovano in un periodo simile, caratterizzato da prestazioni talvolta ben al di sotto delle potenzialità, da sconfitte condizionate da episodi arbitrali e una preoccupante sterilità offensiva.
In quel momento sicuramente qualcuno avrà anche temuto la debacle contro la Roma lanciatissima in campionato, capace di acquisire lo status di principale concorrente della Juventus per la conquista dello Scudetto. Un timore consolidato dalla recente capacità dei giallorossi di aver reso la porta difesa da Sczeszny un sinonimo di saracinesca e probabilmente compiuto quell'ulteriore passo verso la conquista degli obiettivi prefissati ad inizio stagione, ovvero di saper vincere anche soffrendo, come testimoniato dagli 1-0 contro Genoa, Udinese e Cagliari.
Uno scenario sulla carta preoccupante, al quale però non ha assolutamente pensato la Sampdoria, la quale si è subito rimboccata le maniche, ha pensato a mettere in pratica i dettami del proprio allenatore, cercando esclusivamente di fare il proprio gioco e facendo leva sull'intensità e sull'aggressività per far abbassare il baricentro avversario. Il goal di Praet si è rivelato il giusto premio alla mentalità blucerchiata, il nuovo vantaggio giallorosso poteva acquisire le sembianze di una sentenza e invece la Sampdoria non si era ancora arresa, riuscendo non soltanto a ritornare a galla, ma ad uscire vincitrice.
Questo è un organico dall'età media molto bassa, ci stanno errori di gioventù e un rendimento talvolta incostante, ma la Sampdoria è un gruppo, un'entità coesa che non si arrende mai, lotta fino all'estremo delle proprie forze. C'è ancora tanto da lavorare, ma i margini di crescita sono ancora notevoli visto il potenziale ancora non completamente espresso da alcuni talenti in rosa. Bisognerà inoltre lavorare sulla frequente incapacità a chiudere le gare; anche oggi l'incredibile occasione gettata al vento da Djuricic avrebbe potuto trasformarsi nell'autentica beffa se all'ultimo secondo del minuto aggiuntivo di recupero fosse stato concesso il rigore alla Roma. Quell'offside fischiato è una giustizia del destino, ricordando soltanto quanto successo all'andata...
