SAMPDORIA MOMENT: crederci e immolarsi nel dna di Eder

SAMPDORIA MOMENT: crederci e immolarsi nel dna di EderTUTTOmercatoWEB.com
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martedì 24 febbraio 2015, 21:20News Doria
di Diego Anelli

Empoli, Palermo, Sassuolo, Genoa sono soltanto le più recenti vittime di Martins Eder. Il bomber brasiliano si sta confermando elemento sempre più insostituibile nello scacchiere doriano, la sua assenza, senza nulla togliere ci mancherebbe agli altri diffidati ammoniti stasera ovvero Soriano e Obiang, peserà come un macigno nella trasferta di Bergamo.

Il suo curriculum fa la differenza non esclusivamente per i goal realizzati o gli assist al bacio, proprio questa constatazione lo rende l'autentico valore aggiunto, un attaccante in grado di fare la differenza ovunque, contro qualsiasi avversario, in ogni momento. Il suo lavoro sporco in fase di copertura è immenso, è capace di trasformarsi nel centrocampista aggiunto pressando a tutto campo i portatori di palla avversari. In particolare nella seconda parte di gara, quando la Sampdoria era in campo con Muriel e Okaka e il brasiliano ad agire come esterno alto di centrocampo, risultava assai difficoltoso mantenere gli equilibri.

Occorreva maggiore sacrificio dal collettivo, in primis dai centrocampisti e dallo stesso Eder, al quale la parola sacrificio fa parte del proprio dna. Da una seconda palla non sfruttata al limite dell'area rossoblu, il Genoa si è reso protagonista di una pericolosa ripartenza, eravamo scoperti, lunghi e distanti tra i reparti, Edenilson aveva preso campo e si stava involando sulla corsia destra, Eder ha deciso, pur rischiando fortemente di subire un'ammonizione che gli avrebbe fatto saltare la trasferta di Bergamo, di atterrarlo, immolandosi per il bene della squadra, in quel momento messa seriamente in pericolo. Un giallo puntualmente arrivato, ma che il brasiliano non poteva ricevere in maniera più preziosa.

Finchè potremo ammirare Martins Eder gonfiare la rete e lottare su ogni pallone, ci sarà sempre speranza di ottenere qualsiasi successo, raggiungere qualunque traguardo, senza porsi mai limiti. Il n°23 blucerchiato dimostra, ogni volta che scende in campo, di crederci sempre, non è soltanto un attaccante, è un uomo squadra, in grado di rendere al meglio in ogni posizione seguendo alla lettera le indicazioni del tecnico. Il goal odierno e quel giallo ne sono l'ennesima dimostrazione.