SAMPDORIA GONFIA LA RETE – Zapata si riprende la sua Samp, Caprari in crescita
“A volte un vincitore è semplicemente un sognatore che non ha mai mollato.”
Una delle frasi storiche e sicuramente più importanti scritte dal grande Nelson Mandela, politico e attivista sudafricano che nella sua vita ha sempre lottato per ideali di uguaglianza e rispetto.
Già lottare, un verbo, un imperativo, un monito che i giocatori blucerchiati hanno imparato a conoscere molto bene in questa stagione.
Andare alla conquista di Roma…sembra la frase di un film storico e sicuramente non era balenato questo pensiero nella mente dei giocatori blucerchiati o meglio forse era più che altro un sogno nascosto. E questo non per mancanza di fiducia, per superficialita o addirittura per timida arresa a priori.
Marco Giampaolo aveva chiesto ai suoi uomini leggerezza, e così è stato. Ma attenzione però a dare il giusto significato a questa parola che invece mostra un aspetto forse mai considerato.
Leggerezza significa essere sciolti e agili nei movimenti, ma ancora di più rappresenta il liberare la propria testa e il proprio animo da quella pesantezza data dalla percezione delle difficoltà. Sembra una frase filosofica è vero ma rappresenta la vera essenza della squadra blucerchiata: un gruppo che vive con leggerezza perché riesce ad affrontare gli ostacoli della vita calcistica senza esserne influenzato negativamente e rimanendo stabile.
I blucerchiati si sono presentati all’Olimpico orfani di Strinic, Quagliarella, precauzionalmente in panchina, e Praet che resterà fuori dai campi per almeno un mese e mezzo. Terza partita in una settimana e dispendio fisico e mentale di altissimo livello quando si parla di Fiorentina e doppia sfida contro la Roma.
Eppure è stata proprio questa leggerezza tanto menzionata ad essere il vero punto di forza degli uomini di Giampaolo entrati in campo uniti e con un’immensa voglia di divertirsi.
Il tecnico di Bellinzona si è affidato a Zapata e Caprari per guidare il reparto offensivo supportati dal solito superlativo Ramirez. I due hanno affrontato una partita di sostanza e condivisione riuscendo ad essere sempre presenti e mai fuori dal gioco.
L’attaccante romano ha dato prova ancora una volta della sua duttilità e della sua corsa. Cerca in tutti i modi di trovare la via del gol ma sembra che al momento per lui la porta sia stregata. Trova di fronte un Alisson insuperabile che dopo la gara di mercoledì con quella punizione tolta dall’incrocio dei pali ancora una volta risulta decisivo con molti interventi che negano la gioia del gol.
Gol che però arriva dai piedi potenti del colombiano Zapata che non segnava dalla sfida contro la Lazio, l’altra romana appunto. Più di un mese e mezzo di astinenza dal gol viziata anche da alcuni problemi fisici. Ma quando Duvan vede una squadra capitolina segna. Raccoglie l’assist al bacio di Murru e con tutta la sua potenza trafigge Alisson che non può nulla di fronte a un bolide del genere. Il marinaio è tornato.
Purtroppo quasi l'intera ripresa non basta al polacco Kownacki per mettersi in mostra e risultare decisivo. Subentrato al posto di Caprari riesce comunque a fare quanto gli chiede Giampaolo, contenere gli avversari e far rifiatare i compagni.
La Sampdoria dunque ha spiegato nuovamente le vele guidata dai suoi marinai coraggiosi. 7 punti in 3 partite e un 6° posto sempre saldo anche se le inseguitrici sono lì a un passo con il fiato sul collo. Siamo ancora alla terza di ritorno e ci sono ancora molte partite da affrontare e sicuramente ci saranno molteplici ostacoli da superare. Ma i tifosi sono tranquilli perché la squadra, dopo la trasferta vittoriosa di Roma, ha dimostrato di esserci e non mollare mai. Un gruppo unito che riconosce la sua vera forza guidato anche da quel Giampaolo, vero professionista e curatore dell’anima.
Adesso sotto con le due gare casalinghe contro Torino e Verona per continuare a viaggiare e credere sempre più in quel sogno a tinte blucerchiate. La pozione è solo una: leggerezza. Anche perché come scriveva Calvino: “Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.”
