SAMPDORIA GONFIA LA RETE – “Un giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno”

SAMPDORIA GONFIA LA RETE – “Un giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno”TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
martedì 26 febbraio 2019, 08:49News Doria
di Paolo Bardetta

“Un giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno.”

Cari amici lettori, inizio con questa frase di Martin Luther King la mia analisi del reparto offensivo blucerchiato dopo la vittoria di domenica contro il Cagliari. E lo faccio con questa frase d’effetto, cosi incisiva e tagliente ma molto consona alla partita e al momento dei nostri beniamini.

Per i “pseudo tifosi intenditori di calcio” l’imperativo era vincere ma solo perché amano la Sampdoria a intermittenza, un po' come le luci di natale che si mettono sull’albero.

Avete presente no? Luci colorate che si accendono e si spengono in base alla tipologia di combinazione che più aggrada i nostri sensi.

Beh questo, e mi prendo le responsabilità di quello che dico, è l’esempio del tifoso medio (blucerchiato e non, ci mancherebbe) che non aspetta altro se non un passo falso per dare adito e sfogo a una serie smisurata di “imprecazioni”, “offese”, “insulti”.

Come si dice in termini polizieschi: ho le prove di quanto affermo perché, frequentando il mondo maligno e bugiardo dei social, ne leggo di tutti i colori. La mia rabbia e disperazione infatti nasce proprio da questo.

Animali da tastiera, finti allenatori frustrati, pseudo amministratori delegati e altri che smisuratamente riescono a dire le cose più brutte e offensive.

Questo lo riporto solo perché da Sampdoriano e mi fa davvero male sentire queste frasi offensive nei confronti di uomini prima e calciatori dopo.

Ma non divaghiamo e parliamo di Sampdoria.

Prendo però spunto da uno di questi considerabili tifosi che hanno criticato persino la chiava di lettura che ci ha permesso di vincere e che ha cambiato la partita.

Giampaolo poco dopo l’inizio della ripresa sostituisce Saponara con Gabbiadini spostando Defrel dietro le punte.

Mossa che anche con l’Inter aveva dato i suoi frutti e che si rivela ancora una volta vincente.

La squadra gira diversamente. Più propositiva, più dinamica, più intraprendente e soprattutto più veloce. Una serie di azioni che mettono Ko la difesa sarda e un continuo spingere sulle fasce che trasforma il gioco di Giampaolo in un vero e proprio rullo compressore.

Beh ma noi, anzi quelli, criticano anche questo e perché no. "Tanto Giampaolo non capisce nulla". Il tridente formato da Quaglia, Gabbiadini e Defrel è l’esempio vero e limpido di quanto quest’uomo formi prima le persone e poi i giocatori e non mi stanchero mai di dirlo.

Il capitano risponde presente nel momento decisamente più difficile perché tirare un rigore dopo 3 sconfitte è un peso importante da tenere e non da tutti. Apparso un po' sottotono è vero, ma dalla prima di campionato, Roma a parte, non ha saltato una partita e forse ci siamo dimenticati che ha compiuto 3(2)6 anni e magari dovrebbe almeno rifiatare un po'.

Manolo entra e cambia ritmo di gioco e questo lo sappiamo benissimo. Si sta integrando con i ritmi di gioco di Giampaolo e ancora una volta aggiunge l’ennesimo tassello verso la titolarità indiscussa e inamovibile.

E poi c’è il “brocco” (come lo chiamano quelli) di Defrel che corre forse più di tutti gli altri e fa un lavoro che nessun’altro e dico nessun’altro in rosa può fare. Non da punti di riferimento, prende palla nella metà campo e imbastisce l’azione in ripartenza. Si è vero, potrà sbagliare sotto porta, forse poco preciso e lucido, ma fa un lavoro imparagonabile e indiscutibile. Non dimentichiamoci che con Giampaolo ogni giocatore è funzionale al suo compito.

Adesso inizia un mese importante per consolidare il nostro gruppo. Spal e Sassuolo in trasferta e Atalanta e Milan in casa per provare a puntare a quel sogno tanto ambito e desiderato.

La squadra c’è, il gruppo è unito, i mezzi, le qualità e le motivazioni ci sono e i tifosi beh non tutti. Anche domenica, nonostante i prezzi ridotti, c’erano vuoti incolmabili sugli spalti. Ah no ma è vero, perdonatemi, erano le 12:30 e avevano le lasagne in tavola.

Io c’ero, ci sono e ci sarò, cosi cantava la Gradinata e il mio impegno da tifoso sarà sempre questo: essere pronto a sostenere La Mia Squadra sino alla fine perché nulla è paragonabile alla gioia che regalano questi colori. Ci saranno ancora i momenti difficili, neri che sembra quasi non uscirne più ed è lì che saremmo chiamati a sostenere la squadra ancora di più. Io ci sono, chi vuole mi segua anche perché se mai un domani dovessi perdere i sensi sono sicuro che della Mia Amata Sampdoria non mi dimenticherei mai, perché come dice Paulo Coelho: “Sii forte che nessuno ti sconfigga, nobile che nessuno ti umili, e te stesso che nessuno ti dimentichi.”