SAMPDORIA GONFIA LA RETE – Un attacco Kafkiano
“La giovinezza è felice, perché ha la capacità di vedere la bellezza. Chiunque conservi la capacità di cogliere la bellezza non diventerà mai vecchio.”
Scriveva cosi il grande ed illustrissimo Franz Kafka scrittore tedesco di fine ‘800 quando parlava della giovinezza come fuoco che nasce principalmente dal cuore e dall’animo di ogni creatura vivente sulla terra.
E, come ogni analisi da me fatta, l’associo volentieri al reparto offensivo blucerchiato e in particolare al nostro capitano Fabio Quagliarella.
Collegare la prosa e la poesia al calcio per molti può sembrare inopportuno ma io invece la reputo un’occasione maggiore per innalzare ed elevare uno tra gli sport più belli che possano esistere.
Premetto che per me Fabio Quagliarella non invecchierà mai e non sono io a dirlo o pensarlo ma è lui che partita dopo partita lo sta dimostrando al mondo intero.
Il nostro Fabio, da sempre e non da ora, ha conservato la sua capacità e abilità nel cogliere la bellezza di cui parla Kafka.
La bellezza di amare uno sport come il calcio, la bellezza di divertirsi grazie ad esso, la bellezza di amare una squadra, una maglia e dei tifosi che lo sostengono dall’inizio alla fine, la bellezza di essere sempre presente e disponibile per i compagni dentro e fuori dal campo.Sono questi gli ingredienti che fanno di lui un campione perenne. Ecco perché non mi stupisce il suo modo di giocare e stare sul campo, ecco perché non mi sorprendono i suoi due assist che hanno portato alla vittoria la Samp contro la SPAL.
Non mi stupisce più nulla anzi tutto ciò mi esalta e ci esalta ancora una volta a vedere questo bellissimo sport come un vortice di emozioni, come la metamorfosi della vita in 90 minuti di gioco.
Lottare, soffrire, gioire e vincere fino a quando tutti avremo la capacità e la forza di cogliere la bellezza della vita.
Defrel ci ha regalato il gol dopo una prova di sostanza e di sacrificio, Caprari ha nuovamente assaporato il campo dopo lo stop e ha lottato per esprimersi al massimo, Kownacki ha dimostrato di voler far parte di questo bellissimo gruppo, tutto il resto sono solo frasi dette e ridette dal mondo giornalistico comune.
Ricordiamoci come sempre che in campo non scendono numeri o automi, in campo scendono persone che hanno un’anima e un cuore e che come noi soffrono, gioiscono, patiscono ma lottano sempre e comunque.
Adesso testa come sempre alle prossime gare che saranno tutte diverse e mai scontate, tutte difficili e mai prevedibili.
Ma permettetemi una cosa che non sarà mai scontata: la capacità di vedere e cogliere la bellezza della nostra squadra e del nostro gruppo. Noi non siamo critici, siamo tifosi e come tali dobbiamo espletare al meglio la nostra funzione. Le chiacchiere le lasciamo a chi ama stare al bar o da qualunque altra parte a giudicare questo o quello.
Tanto gli pseudo tifosi intenditori di calcio non saranno mai felici, o si vince o si perde, o si gioca bene o si gioca male saranno sempre lì a mugugnare e ad additare.
Io, come penso tutti voi, voglio essere invece quel semplice tifoso sempre in prima linea che ancora una volta vuole avere il coraggio e la forza di cogliere e vedere la bellezza di quei colori magici che oggi e per sempre mi faranno venire i brividi.
La Samp è un tatuaggio indelebile.
