SAMPDORIA GONFIA LA RETE: "Se camminassimo solo nelle giornate di sole non raggiungeremmo mai la nostra destinazione"
“Uno può cadere molte volte, ma non è mai un insuccesso, finché non rifiuta di rialzarsi.”
Scriveva cosi Evel Knieven che dal 1966 al 1981 si è conquistato il ruolo di più celebre stuntman motociclista statunitense della storia.
Per la rubrica del reparto attaccanti blucerchiato questa volta ho voluto menzionare uno sportivo e non uno scrittore anche se nell’atto stesso in cui Evel ha pensato a questa frase per ragioni pratica l’ha dovuta pure scrivere.
Nelle sue parole troviamo senz’altro un insegnamento valevole per ogni sfera del nostro essere.
Il cadere nella sua essenza fa parte della vita, è parte di un viaggio a noi sconosciuto che ci permette di costruire e plasmare il nostro carattere. Rafforza le nostre debolezze cosi come fortifica il nostro confrontarci con esse.
La nostra Sampdoria in queste ultime partite è caduta molte volte, sia in termini di risultati, sia in termini di gioco e sia in termini di singoli. Ecco perché oggi come non mai ritengo che questo messaggio sia attinente con il momento blucerchiato.
La vittoria roboante di ieri non spazza le paure cosi come non rafforza l’entusiasmo ma mi spiego meglio. Questo non è il mio pensiero ma solo quello di coloro che ho sempre chiamato “pseudo tifosi intenditori di calcio”.
Io ho sempre riconosciuto la forza di questo gruppo, ho sempre sostenuto l’allenatore e i giocatori al di là del risultato. Ecco perché non mi sorprende che la nostra beneamata ieri abbia vinto e non perché come penserebbero “quelli” il Bologna era scarso.
Ma del resto “quelli” non sono mai contenti. Come ha detto il mister siamo stati costruiti per fare un campionato che possa regalarci tante soddisfazioni se manteniamo una certa costanza. Ma, e tutti possono anche contestarmi, la Sampdoria che piaccia o no ha un’identità di gioco che da anni mancava. Insistere su questo non è sinonimo di mancanza di fantasia o di professionalità o altro, è semplicemente credere in un sistema di gioco e raggiungerlo a pieno con la tenacia e il coraggio.
Il reparto offensivo blucerchiato schierato a sorpresa con Quagliarella e Caprari, già perché i “pseudo” si aspettavano Defrel e chissà quanto avranno mugugnato, ha letteralmente impostato una partita di aiuto e sacrificio che ha portato i suoi frutti.
Il buon Gianluca ha finalmente fatto vedere di che pasta sia fatto. Schierato in una posizione direi semplicemente diversa e non di più. Si è vero sempre in attacco ma quel suo essere defilato sulla sinistra gli ha dato libero sfogo a sfruttare ciò che sa fare meglio: corsa, dribbling e fantasia a servizio della squadra e i suoi due assist sono l’emblema di una prestazione di altissimo livello.
E poi c’è sempre lui che fa due gol. Ormai come detto e ridetto le parole spese per Fabio sono state tante ma sarebbero innumerevoli perché credetemi ce ne sono ancora infinite.
In una settimana turbolenta dopo il derby e le vicende societarie lui cosa fa? Risponde sul campo come della serie “io faccio il calciatore e devo giocare a calcio” e lo fa con grande umanità e professionalità. 7 gol in campionato per un campione indiscusso, leader e padre, sul campo e fuori, di un gruppo che non ha mai smesso in primis di sostenere. Tanto di cappello e che veramente ce ne fossero tanti come lui ma non a livello di tecnica perché ognuno ha le sue caratteristiche ma a livello di anima e di impronta caratteriale. Chapeau e ho detto tutto.
Defrel subentrato sul finale non ha avuto modo di dimostrare quanto già ha fatto vedere sino ad ora ma il tempo è dalla sua parte.
Beh che dire di più, adesso inizia una settimana piena con la gara in Coppa Italia e la trasferta con la Lazio. Due gare difficili e due gare importanti per continuare questo viaggio alla ricerca di altri nuovi ostacoli perché c’è più gusto a superarli quando si è uniti.
Io da parte mia farò sempre il tifoso e mai il criticoso, quello lo lascio a chi, consapevole delle sue illustre qualità manageriali e d’allenatore indiscusso, avrà trovato sicuramente il pelo nell’uovo anche nella vittoria di ieri.
Ma va bene cosi perché del resto come scriveva uno dei miei scrittori preferiti Paulo Coelho “Se camminassimo solo nelle giornate di sole non raggiungeremmo mai la nostra destinazione.”
