SAMPDORIA GONFIA LA RETE – Meccanismo inceppato, ma l'orologio non è rotto
Un punto nelle ultime quattro partite, due sconfitte interne consecutive, per un totale di 8 reti subite e 4 siglate. I numeri non mentono: la brillante Sampdoria di Marco Giampaolo attraversa una fase critica, in cui il calo atletico della squadra è evidente e si ripercuote su prestazioni e risultati. Tuttavia, il quadro è ben lontano dall'essere tragico: la compagine blucerchiata è sesta in classifica, con un bottino di 27 punti conquistati con merito, dimostrando di avere tutte le carte in regola per raggiungere traguardi importanti ed esprimere un gioco piacevole e organizzato. Cosa si è inceppato, dunque, in un meccanismo quasi perfetto?
Restringendo il campo della nostra analisi al reparto offensivo, il calo atletico dei singoli è evidente. Le ultime performance di Duvan Zapata, ad esempio, sono nettamente al di sotto delle precedenti: di fronte al Sassuolo l'attaccante non ha dimostrato il consueto dinamismo, restando sovente spalle alla porta e non riuscendo ad accompagnare la precisione alla buona volontà. Molti i duelli aerei persi, così come i tackle. Il colombiano non è riuscito a penetrare la difesa del Sassuolo, né a duettare incisivamente con Quagliarella e Ramirez.
Fabio Quagliarella contro i neroverdi è protagonista di una gara sottotono, caratterizzata da generosità, ma anche eccessiva macchinosità nei movimenti. Non al meglio fisicamente, il numero 27 non trova i tempi giusti di inserimento, risultando sempre una frazione di secondo in ritardo nella lettura dell'azione. Il dialogo con i compagni di reparto non è produttivo, anche se va sottolineato che nella manovra offensiva la squadra di Giampaolo domenica ha scelto di ricorrere sovente al cross e alla verticalizzazione (spesso imprecisa), non sfruttando quindi le qualità dei suoi attaccanti nel giocare palla a terra, fraseggiando nello stretto. La lentezza nello sviluppo dell'azione, inoltre, ha penalizzato sia Zapata che lo stesso Quagliarella, i quali sicuramente avrebbero potuto fare qualcosa in più, ma nel contempo non sono mai stati innescati a dovere dal centrocampo.
Per rivitalizzare l'attacco, mister Giampaolo prova a giocare la carta Caprari, ma anche l'ex Pescara tradisce le aspettative: subentrato ad un acciaccato Zapata all'11' della ripresa, non porta vivacità né crea eccessivi pensieri ai difensori emiliani. A poco più di dieci minuti dalla fine c'è spazio anche per il talentino Kownacki che, poco servito, non può certamente spostare gli equilibri. La sostanza non cambia: poche occasioni-goal create e portiere avversario pressoché inoperoso.
Interrogarsi sui motivi di questa fase di crisi è compito di Giampaolo, che dovrà fare il punto sulla condizione atletica della squadra, ma anche sull'aspetto psicologico, valutando se al calo fisico si è unito inconsciamente anche un calo psicologico. Una flessione nel rendimento è comunque fisiologica e affrontarla con una classifica positiva come quella dei blucerchiati rende la situazione decisamente meno drammatica. Il meccanismo si è inceppato, ma l'orologio non è rotto e le lancette torneranno a girare.
