SAMPDORIA GONFIA LA RETE - La tenacia c'è, manca la concretezza

SAMPDORIA GONFIA LA RETE - La tenacia c'è, manca la concretezzaTUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 25 settembre 2019, 09:42News Doria
di Matteo Romano

Nell'errore c'era la voglia di far bene. A me non dà fastidio l'errore ma l'atteggiamento.”

Le parole riportate sono estrapolate dalla conferenza stampa di Eusebio Di Francesco al termine di Sampdoria-Torino. Nel match contro i granata abbiamo finalmente visto una Sampdoria tenace e gagliarda, seppur ancora molto imprecisa, specie in zona offensiva.

Le parole del mister blucerchiato sono molto interessanti, poiché ci permettono di leggere anche un aspetto della sua personalità e della sua metodologia di lavoro. Per l’ex tecnico della Roma sarà estremamente importante lavorare sul sviluppo del cinismo offensivo della squadra blucerchiata. Nella partita di domenica sono state davvero troppe le occasioni gettate al vento, soprattutto quelle per raddoppiare: tra le più importanti ricordiamo il rigore in movimento mancato da Ronaldo Vieira o della mischia in area con Sirigu battuto dove è stato il tiro di Fabio Quagliarella ad infrangersi contro il muro difensivo granata.

Il migliore dell’attacco blucerchiato è stato Manolo Gabbiadini. L’ex Southampton ha siglato la prima rete casalinga e inoltre la prima su azione per la Sampdoria in questo campionato 2019/20. Oltre alla rete da “rapace” d’area, bravo a sfruttare l’assist del “sontuoso” Fabio De Paoli  e la "dormita" difensiva di Lyanco, Gabbiadini si è poi dimostrato davvero freddo davanti a Sirigu. La prova del centravanti blucerchiato non si esaurisce con la rete siglata, ma è completata da un atteggiamento psicologico differente da quello a volte apatico mostrato nella passata stagione. Oltre al costante movimento, nella gara contro il Torino abbiamo visto un Gabbiadini volenteroso e disposto al sacrificio nella fase difensiva e pronto al corpo a corpo sui rinvii e sulle imbeccate da lontano nella fase di impostazione offensiva. Segnali positivi, che auspichiamo possano essere l’inizio di una nuova fase blucerchiata per l’attaccante bergamasco.

Lo punta blucerchiata è stata sostituita da Karol Linetty, uscendo un po’ a sorpresa dalla contesa. Con il senno di poi, l’uscita di Gabbiadini dal campo ha abbassato il baricentro della squadra e ha eliminato un punto di riferimento per le verticalizzazioni della squadra. Un indiziato all’uscita dal campo pareva essere Emiliano Rigoni, che invece ha proseguito la sua partita sino al 90°. L’ex di Zenit ed Atalanta ha mostrato alcuni progressi rispetto alla gara contro il Napoli e ha finito in crescendo la sua prestazione. Nel primo tempo è sembrato a tratti un po’ abulico nello schema e sin troppo compassato con la palla al piede. Già buona ma sicuramente da migliorare l’intesa con De Paoli. I due si sono scambiati spesso posizione nelle sortite offensive ed hanno costantemente dialogato per cercare la superiorità numerica. Nella seconda frazione, specie nell’ultimo quarto di gara, Rigoni si è dimostrato molto pericoloso sulle ripartenze, sfiorando la rete e creando occasioni pericolose: nel finale un suo cross teso non ha trovato la zampata dei compagni, così come un diagonale che ha costretto l’estremo difensore del Toro a una parata impegnativa. 

Nel match contro il Torino Fabio Quagliarella ha lavorato molto per la squadra. Assieme a Gabbiadini si è rivelato il punto di riferimento per le verticalizzazioni offensive, pur giocando in una posizione più defilata rispetto al compagno e rispetto a quella ricoperta la passata stagione, dov’era l’unico terminale offensivo dello schema di Marco Giampaolo. Nella posizione di attaccante defilato, Quagliarella si è spesso accentrato per cercare l’uno-due con Gabbiadini o per provare il cambio di gioco verso la fascia destra, dove Rigoni e De Paoli hanno seminato il panico tra le maglie difensive dei granata. Nel complesso la prova di Quagliarella ha evidenziato un capitano non ancora al top della condizione, tuttavia come sempre combattivo e d'esempio per i compagni di squadra.

La prestazione col Torino deve essere un punto di partenza. L'occasione del match contro la Fiorentina è pertanto una occasione d'oro per dimostrare il valore e i progressi della squadra blucerchiata. Migliorando l'aspetto della concretezza offensiva è possibile che tutta la squadra finisca per sbloccarsi, calandosi al meglio nei nuovi dettami tattici di mister Di Francesco.