SAMPDORIA GONFIA LA RETE: l'importanza della fascia...di capitano
Chiusa la finestra di mercato, si è delineato il nuovo attacco blucerchiato, che ha come unica novità di spicco in entrata la presenza di Keita, alla quale si contrappone la cessione di Federico Bonazzoli in direzione Torino. Se Gaston Ramirez ha resistito al canto delle sirene arabe ed italiane e Manolo Gabbiadini scalda il mancino vellutato, l'altra costante sul fronte offensivo è rappresentata da Fabio Quagliarella, ancora una volta punto fermo della gestione Ranieri.
La vittoria ottenuta contro la Fiorentina, capace di allontanare i fantasmi dopo la prestazione da incubo con il Benevento, ha ridato linfa e fiducia al gruppo, mettendo in luce i punti fermi sulla scacchiera del mister e le novità che vanno delineandosi nello sviluppo dell'azione offensiva grazie all'arrivo di un giocatore tecnico, rapido e intelligente tatticamente come Candreva. Con i viola la manovra della Samp si è sviluppata prevalentemente sulle fasce, in un equilibrato 4-4-2 che può essere letto come 4-4-1-1 quando Ramirez svaria sulla trequarti alle spalle di Quagliarella. Un modulo senza fronzoli, come si conviene ad una squadra che deve essere poco leziosa e molto concreta, ravvivato dalla fantasia del trequartista e dalle incursioni dell'esterno destro, che si candida prepotentemente come innesco del capitano con i suoi cross e il suo modo incisivo di attaccare la profondità.
Quagliarella non ha avuto molte occasioni per gonfiare la rete, ma ha capitalizzato la chance più importante, procurandosi e trasformando il calcio di rigore che ha interrotto l'inerzia della partita. Il numero 27 è apparso meno isolato rispetto alle precedenti apparizioni, cercando proficuamente l'appoggio degli esterni e dell'uruguaiano. Già due reti in campionato per l'attaccante classe 1983, che con il sigillo ai danni della viola entra ancor più nella storia blucerchiata, superando Vialli nell'almanacco dei bomber della Sampdoria. A proposito di freddezza e cinismo, la Samp ha totalizzato 8 tiri nello specchio, a fronte di un possesso palla nettamente inferiore a quello dei padroni di casa (35%), nel segno di verticalizzazioni e contropiede. Con il Benevento i tiri in porta erano stati appena 3, con un possesso palla di poco superiore (40%). La carenza di palleggiatori lascia presagire un gioco probabilmente poco spettacolare, che Ranieri si sta impegnando a rendere efficace sfruttando le caratteristiche della rosa a disposizione. Il lancio lungo di Audero per il piede fatato di Verre in occasione del 2-1 è l'antitesi di ciò che ci eravamo abituati a vedere nell'era Giampaolo, quando l'azione si sviluppava principalmente in orizzontale, attraverso un meticoloso possesso palla.
Le fasce si apprestano a svolgere un ruolo cruciale per vivacizzare la manovra e non farla cadere nella trappola della prevedibilità (Keita potrebbe essere l'ago della bilancia, potendo ricoprire sia il ruolo di seconda punta che di ala offensiva), fermo restando che al momento l'unica fascia inamovibile è quella di capitano, saldamente stretta al braccio di Fabio Quagliarella. Il buon marinaio si riconosce quando i flutti gli sono avversi ed è lui il capitano del vascello che la scorsa stagione ha resistito alla tempesta, contro ogni previsione.
