SAMPDORIA GONFIA LA RETE - Il solo Quagliarella non basta. E' il momento di reagire
La carica dei tifosi all'ingresso dell'hotel non è servita a destare la squadra dal torpore in cui è piombata da ormai diverse partite. Dopo le sconfitte subite con Milan, Torino e Roma, questa volta siamo a commentare un pareggio nella stracittadina che ha tutti i presupposti per essere definito un punto guadagnato. La Samp dopo un quarto d'ora ha staccato la spina, non riuscendo a reagire al penalty messo a segno dai rossoblu. Soltanto i limiti degli avversari rispetto alle precedenti avversarie, qualitativamente più attrezzate, e un Audero in grande spolvero hanno evitato la débacle.
In attacco viene proiettato un film già visto: troppa prevedibilità, pochezza di idee e un Quagliarella battagliero e mai domo, ma isolato più che mai. Quando si parla del numero 27 si rischia di ripetersi, tuttavia è doveroso fare un plauso all'unico giocatore di movimento che ha saputo incarnare lo spirito del derby: ci vogliono testa e gambe, agonismo e concentrazione per avere la meglio sul campo. All'8' è lui a suonare la carica, insaccando di testa un cross pennellato da Ramirez; è sempre lui a ripiegare costantemente, sacrificandosi e dando il massimo anche in fase di copertura ed è ancora il partenopeo a provare ad alzare il baricentro, a proteggere palla con convinzione per contrastare la stretta marcatura avversaria. Un esempio che purtroppo non viene seguito dai compagni di reparto.
Giampaolo parte con il miglior tandem d'attacco a disposizione, Quagliarella-Defrel, ma quest'ultimo è protagonista di una gara sbiadita, isolato e impreciso quando chiamato in causa. L'ex giallorosso difetta più di una volta nel controllo palla e non riesce mai a smarcarsi per dettare il passaggio ai compagni, prima di abbandonare il campo per il sopraggiungere di un problema fisico. Defrel a inizio stagione ha messo in luce le sue doti tecniche e realizzative, ma il suo rendimento è condizionato da una forma fisica altalenante alla quale va imputata buona parte del suo calo di prestazioni.
Per quanto io resti una sostenitrice di Giampaolo e ne apprezzi il lavoro, non posso esimermi dal constatare che la manovra offensiva blucerchiata sia diventata eccessivamente prevedibile: il gioco si snoda soltanto per vie centrali ed è esclusivamente affidato alla fantasia del trequartista, mancano le alternative e talvolta essere più duttili quando le cose non vanno, adattandosi al modulo degli avversari (soprattutto di fronte a squadra che giocano in superiorità numerica a centrocampo) non dovrebbe essere considerato snaturarsi, ma piuttosto evolversi. Fermo restando che a gennaio la società dovrà fornire dei rinforzi, soprattutto ad un attacco partito con troppe incognite e poche certezze, e i giocatori devono immediatamente ritrovare fiducia e consapevolezza. Senza la mentalità vincente a nulla varrebbe cercare nuove soluzioni tecnico-tattiche.
La sfida di sabato sera con il Bologna non si può sbagliare. Per farlo, però, occorre quantomeno recarsi all'appuntamento e non essere presenti solo per 15 minuti.
