SAMPDORIA GONFIA LA RETE - Gioco a sprazzi, in attesa del rientro del Capitano

SAMPDORIA GONFIA LA RETE - Gioco a sprazzi, in attesa del rientro del CapitanoTUTTOmercatoWEB.com
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venerdì 26 giugno 2020, 09:51News Doria
di Matteo Romano

Il rientro in campo della Sampdoria si è rivelato mesto e avaro di soddisfazioni. Due sconfitte maturate in trasferta contro Inter e Roma, e una classifica che ancora piange, con la zona retrocessione distante solo un punto. Con la definizione di questa situazione, non semplifica di certo la necessità impellente di far punti – o quantomeno di non incappare in passi falsi – nelle sfide che si preannunciano al cardiopalma contro Bologna, Lecce e SPAL. Che si dovesse soffrire era chiaro, lo avevamo inteso già a inizio campionato e lo stesso mister Ranieri ce lo ha più volte ribadito nelle sue dichiarazioni pubbliche.

Dopo questa introduzione, proviamo a ripercorrere tatticamente le partite contro nerazzurri e giallorossi, per quanto concerne la fase offensiva della nostra amata. Provocatoriamente potremmo liquidare senza troppi giri di parole l’incontro con l’Inter: nella gara della passata domenica, la manovra offensiva blucerchiata si è rivelata assai sterile, se non estemporanea e lasciata ad alcune sortite di singoli. Abbastanza impietosa la voce del possesso palla: un misero 22 % contro il 78% della più quotata formazione di Antonio Conte. Percentuali che farebbero rabbrividire l’allenatore della passata stagione, che proprio della gestione accurata della palla faceva un suo “dogma” tattico, soprattutto in vista della proiezione offensiva. A ciò si aggiungono i soli tre tiri in porta, e la rete di astuzia siglata da Morten Thorsby dopo il palo colpito da Omar Colley di testa.

Nel 3-5-1-1 poi diventato 4-4-1-1, Antonino La Gumina si è trovato lontano dal fulcro del gioco come dallo specchio della porta; in questo è stato poco assistito da uno scarsamente ispirato Gaston Ramirez. Il classe ‘96 ha disputato la sua prima da titolare in blucerchiato contro i meneghini, dopo i pochi minuti giocati prima del lockdown contro il Torino. L'ex Palermo e Empoli sì è trovato solo a battagliare tra difensori quotati quali Skriniar, De Vrji e Bastoni. Poche le palle giocate e zero i tiri in porta per un quadro abbastanza impietoso. Da rimarcare la generosità e la corsa in pressing “guidata” dal mister e ulteriore notazione, può essere l'aver consentito a un giocatore quasi mai impegnato sinora di accumulare minutaggio. Infatti, le doti di  La Gumina come contropiedista e attaccante in grado di svariare lungo il fronte offensivo, potrebbero garantire diverse soluzioni allo scacchiere tattico del nostro allenatore.

Certamente migliore la prova del reparto avanzato contro la Roma. Il cambio di attaccante titolare tra La Gumina e Manolo Gabbiadini ha dato i suoi frutti: precauzionalmente tenuto a riposo contro i nerazzurri, l’attaccante bergamasco si è ripreso il posto da titolare, legittimando con una rete il suo rientro in campo. Una iniezione di fiducia per un giocatore direttamente colpito dal Covid-19, che per un'ora ha guidato con il suo movimento le avanzate blucerchiate, siglando anche una rete di intelligenza, sfruttando l’errore in disimpegno di Diawara.

Le statistiche della gara parlano di nove tiri dei nostri, contro lo stesso numero di conclusioni effettuate dagli avversari verso la porta. Una sintesi che manifesta i vistosi progressi mostrati dalla nostra squadra nel match dell’Olimpico. A definire un aspetto di critica al gioco offensivo prodotto, occorre rimarcare come le giocate sul fronte avversario si siano esaurite nella prima frazione, cioè fino a quando il pressing alto e la circolazione di palla sono state all’altezza e in grado di creare difficoltà alla difesa romanista. Il calo fisico dopo un primo tempo di livello, genera rammarico per non aver addirittura concretizzato il raddoppio, ed è la causa principale della rimonta giallorossa.

Non all’altezza della situazione si è rivelata la sostituzione tra Gabbiadini e Federico Bonazzoli. L’ex Inter e Padova non è riuscito a disimpegnarsi sul fronte offensivo come il compagno, non riuscendo a mantenere alto il baricentro della squadra. Non positiva nemmeno la prova di Ramirez subentrato a Karol Linetty, come contro l’Inter non è riuscito a incidere con la sua classe e il suo palleggio, trovando modo di generare apprensione agli avversari solo con i suoi ficcanti suggerimenti su calcio da fermo.

Lo “stato dell’arte” delineatosi lascia una serie di dubbi irrisolti circa il futuro della nostra squadra, soprattutto nella definizione tattica di una manovra offensiva. Le reti siglate contro Inter e Roma appaiono frutto di errori difensivi degli avversari, di cui comunque siamo stati bravi ad approfittare, ma non derivano da una manovra corale in grado di portare un nostro tiratore verso lo specchio della porta avversaria. Contro i giallorossi si è vista per larghi tratti del primo tempo la ricerca di una manovra ragionata, con passaggi in verticale e con cross tesi provati soprattutto da Tommaso Augello, Jakub Jankto e Fabio Depaoli: questa la notazione più positiva da cui ripartire per approcciare al trittico di gare che si rivelerà probabilmente decisivo per la definizione della nostra classifica.

Tutto quanto detto finora ha una variabile che potrebbe rimescolare il nostro futuro: il rientro in campo di Fabio Quagliarella. Il capitano, reduce da acciacchi fisici, potrebbe esser stato risparmiato da Ranieri per gli incontri futuri contro Bologna, Lecce e SPAL. Una sua presenza in campo sarebbe determinante, in termini di carisma e naturalmente di pericolosità, data la sua cifra tecnica.

Insomma, ripartiamo da quanto di buono visto soprattutto nel match dell’Olimpico, nella speranza di un tempestivo rientro del Capitano, tra i pochi nella nostra squadra a poter risolvere le partite con una invenzione degna del suo talento.