SAMPDORIA GONFIA LA RETE - Finire bene per iniziare meglio

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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
sabato 25 luglio 2020, 09:28News Doria
di Paolo Paolillo

Settimana dolceamara quella della Sampdoria.

La gioia per una salvezza conquistata nella rocambolesca gara di Parma, rimontando due gol ai ducali, grazie a Fabio Quagliarella e Bonazzoli, che replicano il binomio di Udine e allontanano definitivamente gli spettri di una relegazione in seconda serie. Il Capitano parte titolare al Tardini e rimane impelagato nella scarsa prova di squadra del primo tempo, nonostante sia l'unico a creare qualcosa dalle parti di Sepe.

Nella ripresa, invece, il numero 27 blucerchiato è il deus ex machina della rimonta, prima trovando un destro dolce che si va a insaccare all'incrocio dei pali, grazie anche alla deviazione di un difensore parmense. Poi, con l'assist per Bonazzoli che decide la contesa, da vedere e rivedere per la precisione e la misura.

Vittoria, salvezza. Le premesse migliori per attaccare una partita delicata come il derby, uno pensa. Invece no, perché la stracittadina – Quagliarella – la vede dalla panchina per un'ora abbondante e poi, perché sappiamo tutti come è andata. La sua gara, a parte l'assist da calcetto per Ramirez, bravo a trovare lo spazio, meno a concludere in porta un pallone che poteva essere buono per il pari.

In linea di massima, Quagliarella ha portato le giocate e i punti che doveva portare alla squadra, specie dopo un infortunio come quello che lo ha fermato. Di certo, non è entrato benissimo contro i cugini, avulso dalla manovra e ben marcato dai corazzieri rossoblu. In vista delle prossime gare, è stato dimostrato che quando parte titolare, è tutta un'altra storia.

Federico Bonazzoli, invece, a Parma ha continuato il suo momento d'oro, trovando la zampata decisiva per portare a casa la posta piena. Il suo ingresso, con ardore e determinazione, ha inciso molto, come era già successo a Udine. C'erano grandi aspettative su di lui in vista della partita successiva. La determinazione c'è stata e la palla buona pure.

Per il resto, ha sofferto la marcatura oltre i limiti di un Romero graziato troppe volte da Guida, limitando le giocate personali e facendosi, nella ripresa, apprezzare per qualche apertura e basta. Pesa la lentezza con la quale attacca il pallone, ben imbeccato da Thorsby, poco dopo il pareggio di Gabbiadini. Forse un calo fisico – che può starci – può spiegare il recupero di gran carriera del solito Romero, altrimenti è difficile capire perché quel pallone non abbia, perlomeno, raggiunto la porta di Perin.

Manolo Gabbiadini, a chiudere, visto che a Parma è entrato al 90', concedendo gli applausi a Quagliarella, è stato l'unico a salvarsi nel derby, tra gli attaccanti. Si fa trovare pronto a supporto della manovra, rincorre, combatte, almeno nel primo tempo.

Trova anche il destro ad incrociare per il momentaneo pareggio, che illude di aver messo le cose al proprio posto. Calcia meravigliosamente due-tre corner, specie quello nel primo tempo che trova Colley liberissimo al limite dell'arietta piccola.

Il gambiano spreca ed è il vero rammarico, perché sarebbe stata una storia diversa. Nel secondo tempo, come spesso è accaduto, il bergamasco scende di tono, ma comunque undici gol in campionato rappresentano un bel bottino, perché nel caso avesse trovato la continuità, la prossima stagione la musica cambierebbe.

In sostanza, peccato per il derby lasciato scivolare via così, perché poteva essere una partita per rafforzare ancora di più il trend della squadra, a segno in tutte le gare dalla ripresa, molte volte grazie all'attacco che si è svegliato nel momento giusto, determinando la salvezza blucerchiata con i macigni di Gabbiadini e Bonazzoli e le due perle di Quagliarella.

Davanti ci siamo e il finale, speriamo tutti, che sia l'inizio di una stagione diversa, visto che passerà un mese e mezzo dal 2 agosto alla ripresa della nuova Serie A e gli avanti doriani dovranno farsi trovare pronti da subito, per poter soffrire di meno ed esultare di più.