SAMPDORIA GONFIA LA RETE – "Coniunctio animi maxima est cognatio"

16.04.2019 09:52 di Paolo Bardetta   Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
SAMPDORIA GONFIA LA RETE – "Coniunctio animi maxima est cognatio"

"L'Unione delle anime è più grande di ogni parentela."

“Una persona grata è grata in ogni circostanza. Un’anima che si lamenta, si lamenta anche se vive in paradiso.”

Buongiorno Amici Blucerchiati e ben ritrovati nuovamente alla consueta pagina dedicata all’analisi del reparto attaccanti dopo la strepitosa vittoria nel Derby per 2-0 che ha sancito ancora una volta la nostra supremazia territoriale.

Beh, come notate, ho voluto fare un triplo intro. Due più incisivi e veri (i primi due) e uno più scontato e che non mi appartiene (il terzo) ma ogni tanto ci vuole anche questo.

Bisogna accontentare tutti è vero, anche se mi rispecchio pienamente nel secondo e per diversi fattori che vi sto qui a spiegare.

Innanzitutto i ragazzi meritano un Grazie per quanto ci hanno regalato, ma per me lo meritano anche quando ottengono una sconfitta, perché in campo scendono loro e non noi.

Sono loro che si prendono la responsabilità delle loro azioni e, vorrei incontrare chi lo può negare, mai nessuno di loro si è tirato indietro, ha ammesso il contrario o ha trovato banali giustificazioni.

Noi, spettatori paganti di uno spettacolo meraviglioso qual è la rappresentazione della vita attraverso 90 minuti, abbiamo solo il dovere sacrosanto di incitarli, motivarli, sostenerli, incoraggiarli sino alla fine.

Siamo stati chiamati per questo e non per altro, altrimenti al posto di Giampaolo ci saremmo noi. Ma mi pare che così non è. Quindi impariamo nuovamente e, soprattutto, ritorniamo a essere Tifosi e non Criticosi.

Paghiamo un abbonamento per una stagione, un biglietto per vivere con loro una partita intera, per dimostrargli sempre e ancora una volta che ci siamo. Se volessimo fare gli opinionisti ci sarebbero altri luoghi ma non lo stadio.

Anche perché secondo la definizione di stadio: “In età moderna, impianto stabile per gare e manifestazioni sportive e ginniche all’aperto, costituito da una serie di gradinate per il pubblico intorno allo spazio destinato alle manifestazioni, coperte in parte (tribune) o per tutto il perimetro (s. coperto), sotto le quali sono ricavati spogliatoi e palestre, servizî igienici, uffici e sale di ristoro, depositi e altri servizî: andare allo s. per la partita di calcio;"

Appunto, andare allo stadio per la partita di calcio, non c’è scritto da nessuna parte “andare allo stadio per criticare la partita di calcio”.

Io la penso così ma so che altri non sono d’accordo ma mi associo comunque a quanto scriveva il grande Dino Risi: “Fede è andare allo stadio quando puoi vedere la partita in televisione.”

Ma adesso parliamo della partita. Defrel e Quagliarella. Due nomi diversi ma associati dalla stessa luce: fare gol al Derby. Un’emozione unica per loro. Sentire i loro nomi urlati dagli spalti a gran voce è una sensazione unica. Eppure il oro schieramento è frutto di una consapevolezza, ovvero l’essere grati in ogni circostanza.

E qui il merito va a Giampaolo, ampiamente criticato e insultato. Che ci piaccia o no (e a me piace), lui è il nostro allenatore, colui che è stato in grado da 3 anni a questa parte di non farci perdere un Derby. Perché diciamola tutta lui i Derby non li ha fatti perdere a noi tifosi che aspettiamo questo momento come le apparizioni di Fatima. 4 vittorie e due pareggi. Chi ha fatto meglio di lui? Nessuno. E non lo dico io, lo dice la storia.

Un gruppo che sa lottare e gioire insieme, e questo l’ho detto sempre. Un gruppo che si sa aiutare in ogni difficoltà. Un gruppo che riconosce in Giampaolo il vero padre, capace di ascoltare le necessità dei suoi figli. Sbaglierà è vero, ma chi non lo fa? Almeno lui lo ammette e soprattutto è coerente con sé stesso non come quelli che quando si vince fanno festa e quando si perde gettano merda, e scusatemi il termine.

Io questo non lo accetto e non lo posso accettare.

Defrel ha fatto una partita di altissimo livello. Ha corso, ha dribblato, ha segnato, si è procurato il rigore, ha fatto ammonire Criscito, ha fatto espellere Biraghi. Grazie davvero Gregoire, perché ci hai regalato questa ennesima emozione. Non lo dimenticheremo mai.

Quagliarella. O mio capitano. Basti pensare alla fine della gara, quando tutti noi incitavamo un “oooooleeee” solo con te. Se ripenso ai tuoi occhi carichi di gioia, commossi, sicuri di aver fatto la storia per l’ennesima volta, beh non ci sarà mai altro che potrà ripagare e sostituire quest’emozione vera e sincera. Grazie perché dimostri ogni giorno che quella maglia, tatuata nel tuo cuore, ha un valore unico e inestimabile.

Adesso le ultime sei battaglie da affrontare per cercare di centrare quel sogno chiamato Europa. Gli ultimi sforzi da fare ma tutti insieme. Bisogna salire sul quel treno dei tifosi veri e lo dobbiamo fare tutti insieme. Ci aspettano sei sfide che se centrate possono davvero cambiare la storia del nostro campionato. Ma se così non fosse io sarò lì pronto a incoraggiarli di nuovo perché so quanto i ragazzi hanno dato quest’anno. Io non sono nessuno per “criticare e certificare il loro operato”.

Allora mia Cara e Amata Sampdoria, non mollare e continua a farci sognare. Regalaci ancora di queste emozioni vere, uniche e sincere. Perché del resto come scriveva il famoso Osho: “L'Amore non è una passione. L'Amore non è una emozione. L'amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l'altro ti completa. Qualcuno ti rende un cerchio perfetto; la presenza dell'altro rinforza la tua presenza.”