SAMPDORIA GONFIA LA RETE – Blackout

L'analisi settimanale dell'attacco blucerchiato
06.11.2018 11:03 di Serena Timossi Twitter:   articolo letto 792 volte
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SAMPDORIA GONFIA LA RETE – Blackout

La sconfitta con il Torino rappresenta una delle peggiori prestazioni interne blucerchiate dell'era Giampaolo. Suddividere la nostra analisi per reparti risulta più arduo del solito, visto che in ogni porzione di campo si sono registrati errori individuali, tattici, mancanza di incisività, di concentrazione e di quella sana dose di cattiveria agonistica fondamentale per provare a fare risultato. Limitandoci soltanto all'attacco, tuttavia, non si può fare a meno di sottolineare la pochezza offensiva doriana, un'assenza di pericolosità che si è rivelata la costante dell'intero match.

La Samp non ha mai dato l'impressione di potere fare davvero male ai granata, nemmeno nel momento di massima spinta, quando il rigore di Quagliarella avrebbe potuto riaccendere le speranze di rimonta. Il numero 27 è il perno sul quale poggia l'attacco, un'arma a doppio taglio che, quando non è in giornata, di fatto annulla il potenziale offensivo della squadra di Giampaolo. Defrel, non al meglio, è costretto a partire dalla panchina e l'assenza di un partner meno discontinuo di Caprari o Kownacki accanto al partenopeo si fa sentire. Se mettiamo nel calderone anche un Saponara privo di inventiva e stretto nella morsa di un Torino fisico e aggressivo, un centrocampo in affanno e una difesa che si sgretola perdendo l'abituale lucidità, la ricetta per la débacle è servita.

Il blackout della Samp ha colpito ogni reparto, ma è fondamentale che alcuni degli elementi della rosa blucerchiata ritrovino fiducia, umiltà e consapevolezza. Gianluca Caprari è l'emblema di un'involuzione forse direttamente proporzionale alla convocazione in Nazionale e alle dichiarazioni del suo procuratore. L'attaccante a inizio stagione sembrava essere partito nel migliore dei modi, più al servizio della squadra, meno innamorato del pallone. Di fronte al Torino, invece, si è rivisto il vecchio Caprari, un giocatore potenzialmente tecnico, ma incompiuto e a tratti svagato. Troppi palloni persi ingenuamente, difficoltà nella lettura dell'azione e pressing blando. Forse la matrice psicologica potrebbe essere una chiave di lettura: il volere dare di più per sfruttare le chances a disposizione e, non riuscendoci, il conseguente ritrovarsi intrappolato in una spirale di errori e frustrazione. Il riscatto però può (e deve) scaturire dal giocatore stesso, che deve tornare in primis ad essere al servizio della squadra.

Un discorso che può essere applicato, per alcuni aspetti, anche al giovane Kownacki: con il Toro entra a giochi ormai fatti, ma in questa prima parte di campionato non ha mai convinto pienamente, aprendo l'ipotesi di un prestito per acquisire maggiore esperienza. Inevitabile volgere lo sguardo verso la panchina granata, in cui siede un giocatore come Zaza, per tornare a pensare a quanto anche un solo innesto avrebbe potuto dare linfa e alternative all'attacco blucerchiato, in cui il gap tra titolari e riserve è evidente.

La trasferta di Roma e il derby costituiranno due banchi di prova importanti per i ragazzi di Giampaolo. La gara con i giallorossi è proibitiva, ma quello che i tifosi vorrebbero vedere è innanzitutto un atteggiamento non arrendevole e disilluso come quello mostrato domenica scorsa. Staccare la spina adesso, cullandosi nelle tranquille acque del centro classifica, potrebbe essere pericoloso. Per far sì che il blackout con il Torino sia soltanto un “guasto” temporaneo occorre che i lavori per ripristinare l'illuminazione siano immediati, con il massimo impegno da parte di tutti.