SAMPDORIA GONFIA LA RETE – Aumentare il peso offensivo, ma con equilibrio
Al giro di boa, la Samp si è ritrovata in una posizione nettamente più tranquilla rispetto ai nefasti auspici di inizio stagione, scaturiti in particolar modo dalla prestazione offerta con il Benevento. A pochi giorni dalla sfida di ritorno con gli Stregoni, torna l’appuntamento con la rubrica dedicata all’attacco blucerchiato, che questa volta analizzerà l’ultimo trittico di partite: le vittorie con Udinese e Parma e la sconfitta per mano della Juventus.
Negli ultimi tre impegni mister Ranieri ha sperimentato variazioni di modulo – anche a gara in corso – e cambiato gli interpreti in attacco, alla ricerca di una soluzione che possa consentire alla Samp di esaltare il proprio potenziale offensivo. Il rientro di Keita a pieno servizio e l’arrivo di un giocatore come Torregrossa, dotato di caratteristiche diverse e complementari a quelle dei compagni di reparto, rappresentano due alternative che occorre sfruttare al meglio per tagliare il traguardo salvezza con celerità.
La partita con l’Udinese può essere considerata quella della svolta psicologica, in quanto i tre punti conquistati hanno permesso di affrontare il successivo impegno contro un’altra diretta concorrente con la serenità necessaria per fare risultato, senza timori nell’effettuare la giocata dovuti alla posizione in classifica. Per Torregrossa, unico acquisto doriano nella finestra invernale di mercato a fronte di nessuna cessione, è stato un esordio da sogno: 19 minuti per presentarsi ai tifosi blucerchiati, coronati da una rete di testa che non vedevamo da tempo, uno stacco perentorio che ha ricordato per elevazione e potenza i sigilli di un illustre predecessore come Giampaolo Pazzini. Se il goal è stata la ciliegina, non dobbiamo dimenticare il resto della torta: in pochi minuti l’ex attaccante del Brescia ha mostrato alcuni dei suoi tratti salienti: la capacità di fare salire la squadra, di andare al forcing, attaccare la profondità e lottare su ogni pallone con intensità. Per fisicità e per caratteristiche, si integra perfettamente al reparto avanzato della Samp, fornendo alternative non soltanto numeriche, ma soprattutto tattiche. Un’abbondanza di soluzioni che Ranieri dovrà gestire a seconda dell’avversario e che potrebbe consentire di superare uno dei problemi nella manovra palesatosi nella prima metà della stagione: la prevedibilità e l’isolamento dell’unica punta alla quale si è spesso fatto ricorso nel tentativo di dare equilibrio alla squadra per alleggerire la difesa puntando su un centrocampo più fitto. Torregrossa, in particolare, può creare spazi per i compagni facendo movimento e portando i difensori ad allargarsi, inoltre, può sfruttare il gioco aereo, raccogliendo i cross provenienti dalla fasce (come ha dimostrato splendidamente con i friulani, spingendo in rete con perfetta scelta di tempo e potenza la parabola pennellata da Augello).
A Parma, la scelta di aumentare il peso offensivo della squadra si è rivelata vincente: una Samp cinica ha capitalizzato al massimo le occasioni, assistita da un Audero in forma strepitosa, che ha mantenuto inviolata la porta nonostante l’ottimo primo tempo dei padroni di casa. Il 4-3-1-2, con Ramirez impiegato nella posizione a lui più congeniale, a supporto del tandem Quagliarella-Keita, ha impedito che il numero 27 venisse isolato e inghiottito tra le maglie della difesa avversaria, togliendo punti di riferimento ai centrali grazie alla mobilità di Balde, pronto a svariare su tutto il fronte di attacco e finito di nuovo sul tabellino dei marcatori. La rete del 2-0, scaturita da una palla rubata da Ramirez, esprime al meglio la tecnica e la potenza di cui Keita è dotato: stop col mancino, palla portata avanti col destro superando il proprio marcatore e infine conclusione di sinistro a incrociare, laddove Sepe non può arrivare. Se riuscirà a mantenere sotto controllo il temperamento, potrà regalare molte soddisfazioni ai colori doriani.
A spezzare il buon momento dell’attacco blucerchiato è stata la partita con la Juventus, che grazie ai suoi impeccabili centrali ha ridotto al minimo il raggio d’azione di Keita e Quagliarella, rendendone di fatto nullo il potenziale offensivo. Si registrano soltanto un paio di sussulti del capitano nella ripresa, mentre Balde, pur non lesinando corsa e impegno, si è rivelato approssimativo, difettando di qualità e precisione nella scelta dell’ultimo passaggio. La Samp, nonostante una prestazione nel complesso buona, considerando la qualità dell’avversaria, è stata troppo macchinosa nel portare avanti il contropiede e imprecisa in fase di finalizzazione. Il feeling Quagliarella-Keita è ancora in fase di rodaggio, ma ci sono i presupposti per cui possa crescere.
La strada che Ranieri sembra intenzionato a percorrere prevede un attacco meno statico, con interpreti destinati a variare a seconda delle forze in campo. Sperimentare alternative per potenziare l’arsenale offensivo è doveroso, ma allo stesso tempo non dobbiamo attenderci una Samp improvvisamente a trazione anteriore: la parola d’ordine resta “equilibrio”. Mischiare le carte, senza perdere d’occhio quelle messe sul tavolo dagli avversari; osare, ma con metodo. Perché l’undici in campo è una bilancia e ogni grammo posato sul piatto avrà il giusto peso sul risultato finale.
