SAMPDORIA GONFIA LA RETE - Alla ricerca dell'identità

04.09.2019 10:58 di Matteo Romano   Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
SAMPDORIA GONFIA LA RETE - Alla ricerca dell'identità

Cari amici blucerchiati eccoci al secondo appuntamento della rubrica di sampdorianews.net dedicata all’attacco blucerchiato. Un reparto offensivo che dopo la “stecca” contro la Lazio non brilla neanche al termine di Sassuolo Sampdoria.

Una sola rete realizzata nei primi 180 minuti di gioco nella stagione 2019/20. Numeri impietosi per la formazione blucerchiata in questo avvio di campionato poco fortunato: l’unica rete realizzata è giunta su rigore, ad indice di un certo malessere della squadra blucerchiata. Necessario invertire la rotta, a cominciare dall’insidioso impegno del prossimo 15 settembre contro il Napoli.

Le squadre di Eusebio Di Francesco per volontà dei dettami tattici dell’allenatore hanno una vocazione prettamente offensiva. L’inclinazione al gioco d’attacco e la vena realizzativa del Doria si erano notate con profitto nel precampionato, dove la squadra era riuscita ad andare sempre in rete, seppur in alcune occasione contro avversari modesti ed eccettuato la sfida contro il Monaco.

La ricerca della linea verticale si è evidenziata nelle due partite contro Lazio e Sassuolo, seppur con scarsi risultati al netto dell’epilogo dei due match. Rispetto alle annate precedenti l’evoluzione offensiva del gioco doriano ha previsto la verticalizzazione veloce verso le punte e non il gioco ragionato e di trasmissione orizzontale della palla a cui eravamo abituati. Nei due succitati incontri la formazione blucerchiata ha tirato in porta in diverse occasioni, prima di spegnersi sotto i colpi avversari. Nei due incontri ricordiamo nitide occasioni da rete: dalla girata di Fabio Quagliarella, ai tiri insidiosi di Ronaldo Vieira e Manolo Gabbiadini contro la Lazio, alle conclusioni a rete dalla distanza di Jakub Jankto, Vieira e del tiro sopra la traversa del capitano contro il Sassuolo.

Tuttavia le occasioni create in entrambe le gare non hanno permesso agli uomini di Di Francesco di arrivare alla rete su azione. Questa una delle note dolenti delle due partite e proprio da questo aspetto dovrà lavorare l’ex tecnico della Roma per risalire la china. Urge liberarsi da quest’ossessione, anche mentalmente.  

Nel match contro la formazione allenata da Roberto De Zerbi abbiamo notato nei primi venti minuti di gioco un Quagliarella molto mobile, disposto a spaziare su tutto il fronte d’attacco per aprire spazi interessanti per la corsa e le conclusioni degli esterni d’attacco e dei due centrocampisti laterali. Nella partita del Mapei Stadium, in considerazione di una coperta corta della rosa, Di Francesco aveva schierato a sorpresa come partners di attacco del capitano Mehdi Leris e Gastòn Ramirez. Come riferito per l’attaccante di Castellammare di Stabia, Leris e Ramirez nel principio della prima frazione si sono mossi molto; Leris ha cercato il fondo e la superiorità numerica con Nicola Murru, Ramirez invece ha tentato l’accentramento per imbeccare gli inserimenti dei compagni o del terzino Bartosz Bereszynski. Soltanto per pochi minuti abbiamo potuto assistere a quest’interpretazione tattica dei nostri giocatori, prima di venire colpiti ripetutamente dagli avversari sino a “sparire” dal campo.

La scelta del neo mister blucerchiato di schierare Leris e Ramirez ha spiazzato addetti ai lavori e tifosi, considerando le peculiarità tecnico-tattiche del transalpino e dell’uruguaiano, non propriamente adatti alla mansione di esterno d’attacco in un tridente, perlomeno sulla “carta”. Obiettivamente occorre dire che le alternative offensive di Di Francesco erano (e rimangono anche a mercato concluso) poche e probabilmente inadeguate, considerato inoltre i problemi fisici che hanno caratterizzato la preparazione al match di Gabbiadini.

Gli innesti di Emiliano Rigoni e dell’attualmente infortunato Gonzalo Maroni auspichiamo possano garantire imprevedibilità e maggior pericolosità all’attacco doriano, apparso in questi primi scampoli di stagione non adeguato alle aspettative.

Non possiamo appellarci soltanto alla vena realizzata di capitan Quagliarella: il modulo prescelto da mister Di Francesco ha nelle sue caratteristiche la possibilità di portate in zona gol gli esterni offensivi e anche i tre centrocampisti. Da questi auspici occorre riprendere il nostro cammino. Con il lavoro e la dedizione di tutto il gruppo blucerchiato ci auguriamo che al più presto si possa vedere una Sampdoria gagliarda e spumeggiante, equilibrata ma votata al calcio offensivo, come da vocazione del suo allenatore.