SAMPDORIA CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - La "linea D'Aversa"? Meglio Colley e Yoshida
La Sampdoria aveva di fronte due partite molto complesse, contro la Lazio e il derby, dove potevano essere messi a nudo i problemi della squadra una volta e per tutte. Se con i capitolini, il primo tempo è stato imbarazzante con tutta la retroguardia inadatta o quasi, dalla ripresa del match in poi, la difesa sampdoriana è sembrata trasformata. Grinta, cinismo, praticità, senso della posizione, spinta, furbizia. Un gol preso in 135 minuti, dopo i tre in un tempo solo.
Emil Audero non ci può far nulla sui gol presi contro gli uomini di Sarri, tutti e tre regali di lassismo da parte dei suoi compagni di reparto. Nel secondo gol, Zaccagni sembra Crujff e svernicia Bereszynski e mezza difesa, che guarda. Sul primo e sul terzo, non servono commenti ulteriori, Immobile deve dire grazie a Ferrari e allo sciagurato scontro aereo Chabot-Thorsby. Alex Ferrari è sembrato quello che ha risentito di più del ciclo di partite ravvicinato, dovendo anche giocare molto dopo essere stato fermo a lungo. Il difensore è sembrato spaesato, a volte impreciso e in ritardo, dopo che ci aveva fatto vedere, invece, dei buoni spunti e delle buone partite. Il riposo nel derby è stato provvidenziale.
Omar Colley, assente con la Lazio per squalifica ma onnipresente al derby, rimane la pietra angolare del pacchetto difensivo. Il gambiano farà qualche errore di tanto in tanto, ma risulta il miglior difensore che hai a disposizione e certe partite sa come giocarle. Unica nota stonata, il gol di Destro. Il centravanti segna un gran gol, di furbizia, posizione e agilità. Lui non si deve far spostare in quel modo dalla punta avversaria, altrimenti avrebbe respinto anche quel pallone. Maya Yoshida, anche lui seduto con la Lazio per poco più di un tempo, nonostante fosse recuperato, entra con i biancocelesti e permette alla Samp di provare a rimontare il passivo. Un suo colpo di testa va vicino alla rete, che avrebbe riaperto la contesa e chissà. Nel derby poco e nulla da dire. Padroneggia spazio e tempo, contro avversari non proprio irresistibili, anzi. La sua calma e la sua lucidità gli permettono di cavarsela sempre. Ecco molto meglio loro due (Colley e il Samurai) e due terzini di tutta la "Linea D'Aversa". Più avanti spiego meglio.
Julian Chabot, invece, non esce benissimo da questo doppio impegno. Il tedesco, lanciato titolare da D'Aversa, con Yoshida in panchina, non sfrutta l'occasione e, contro la Lazio, gioca un primo tempo horror, culminato con il goffo tentativo di rinvio assieme a Thorsby, che neanche all'oratorio. Nella ripresa meglio, inizia con questo nuovo ruolo di terzino sinistro, ordinato senza rischiare nulla. Entra così anche nel derby, a sinistra, per creare la oramai nota come “linea D'Aversa”, ossia quattro difensori centrali in linea, permettendo di alzare Augello e sfruttarne la corsa e sacrificando Bere sul versante destro. Non benissimo come scelta, perché la Samp si abbassa troppo e cede lo scettro del gioco agli avversari, non avendo però uomini per ripartire. Nulla da dire, invece, per il suo atteggiamento combattivo che sfocia in mezza rissa, degna nota a margine della stracittadina. Radu Dragusin, invece, è visto come esterno basso. A lui va bene, è giovane, non si lamenta. Entra con Lazio e Genoa e dà segnali di grinta e voglia. Addirittura, contro i biancocelesti, sfiora il gol che poteva ridare fiducia e speranza anzitempo ad un Doria sperduto. Piace tanto per l'atteggiamento sicuro e tranquillo e per quello che mette in campo. Tutto. Difficilissimo da saltare, se toglie qualche errore di posizione, diventa un giocatore tattico molto importante.
Capitolo esterni. Beh, Bereszynski gioca un derby totale, andando e venendo su quella fascia come un treno, sempre in supporto di Candreva. Non a caso, esce lui e si spegne – in parte – la luce creativa doriana e finisce il dominio assoluto. Grinta, voglia, pulizia negli interventi e sicurezza, si vede che l'errore decisivo del 2020 ancora si fa sentire in lui, portandolo a non voler sbagliare questa partita. Con la Lazio, onestamente nel primo tempo viene surclassato da Zaccagni, che lo passa come e quando vuole e non dà ritmo offensivo. Giusto cambiarlo, ma subito, non quando ci sarebbe stato bisogno di lui per colpire ai fianchi una Lazio in dieci e in confusione. Tommaso Augello, invece, oramai ha una costanza di rendimento più che buona. Sbaglia sempre meno partite ed è sempre più importante nella manovra, sia in fase difensiva che in fase offensiva. La cosa da notare è che si esalta spesso quando tutto il pacchetto difensivo gioca bene. Con la Lazio segue la corrente del primo tempo, ma non è che potesse fare molto di più, nel derby si mangia Sturaro e Ghiglione.
Insomma, la “linea D'Aversa” va perfezionata ed è andata bene solo contro lo Spezia, quando era anche rafforzata. In generale, quella mossa tende a schiacciare la linea e portare troppi avversari in area di rigore. In qualche caso potrà tornare utile, ma uno dei due terzini di ruolo, deve esserci sempre. Il derby mitiga moltissimo una settimana infernale per tutto il mondo Samp e ci fa passare un Natale felice. Non dimentichiamoci che la difesa ha ancora margini di miglioramento e bisogna trovare la quadra il prima possibile, perché i tempi che verranno saranno veramente duri e, almeno in campo, servirà la miglior Sampdoria possibile. Ad iniziare dalla difesa.
