SAMPDORIA CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Falcone lucido, bene Colley anche nelle scelte
La Sampdoria chiude l’anno con due pareggi e due prove solide della difesa, segno che qualche attenzione è stata messa in più ed alcuni giocatori hanno alzato il livello delle prestazioni.
Andando in ordine, la partita contro il Venezia è stata alquanto particolare. Un primo tempo che ha visto inoperoso Emil Audero e con poche situazioni pericolose in favore dei lagunari. Una ripresa, invece, che ha portato la squadra di Zanetti a scoprirsi ed a portare molti uomini nell’area di rigore doriana, con la linea difensiva che ha respinto gli assalti fino all’arcobaleno imparabile di Henry, figlio di un rimpallo a centrocampo che ha lanciato il centravanti arancioneroverde.
Nulla da dire alla coppia centrale formata da Maya Yoshida e Omar Colley. I due sono, oramai, una garanzia, sia sulle palle alte – impressionante il numero di respinte di testa che effettuano per partita – sia nel saper organizzare le scalate e i cambi sulle marcature, quando gli avversari si scambiano.
Per quanto riguarda i laterali, molto bene Bartosz Bereszynski, solido, attento, puntuale nelle diagonali e nelle chiusure, oltreché nella spinta offensiva. Il mister, poi, ci spiegherà prima o poi il motivo per cui le sue partite si chiudono sempre poco dopo il minuto 70. Radu Dragusin è entrato bene, a parte quella rimessa che stava diventando contropiede agli sgoccioli della partita e che poteva costare caro. Il ragazzo sta crescendo come laterale difensivo, anche se Bere rimane una spanna sopra. Tommaso Augello, invece, è stato leggermente sottotono, poiché non ha spinto con la consueta verve e ha sofferto spesso, le folate offensive di Aramu e soci.
Musica ben diversa, invece, è stata suonata a Roma, nel prestigioso palcoscenico dello stadio Olimpico. Qui, i ragazzi blucerchiati hanno tirato fuori una prestazione veramente ottimale. Colley è stato il migliore in campo per efficacia, concentrazione e gioco della palla. Bene anche nelle scelte, ossia quando c’era da giocare la palla la giocava senza problemi, mentre se c’era da dare una pedata al pallone, non si tirava indietro. Vecchio stile, all’occorrenza. Si, perché nel secondo tempo, quando Mourinho ha provato a giocarsi la carta Felix, lo stesso che aveva sentenziato il Genoa con una doppietta qui a Genova, il gambiano ha deciso di fargli capire con due interventi che aria tirasse: prima una vigorosa spallata con palla recuperata, poi un’entrata decisa ma pulitissima sul pallone, con volo del talentino giallorosso annesso. Risultato: Felix non ha più provato ad avvicinarsi all’area di rigore o alla zona presidiata dal nostro numero 15.
Yoshida, da far suo, è stato come il buon Samurai: silenzioso ma letale. Non ha fatto grossi interventi, ma ha sempre tenuto alta la concentrazione, cercando di usare posizione e fisico per bloccare un centravanti scorbutico come Abraham, anche se a mezzo servizio dopo mezz’oretta.
Bereszynski ha giocato una partita sotto alle sue possibilità e un po’ contratta. Viene impiegato ad un certo punto, più alto, con Dragusin alle spalle e sparisce letteralmente dal campo, restando troppo morbido in occasione del gol di Shomurodov, al quale è concesso troppo spazio in area di rigore.
Augello, invece, si ridesta e sfodera una prestazione delle migliori. Cross, corsa, bene nel contrastare quel treno di Karsdorp e poi l’autolancio con velo di Candreva che poteva spalancare le porte del vantaggio ai blucerchiati. Partita matura da parte dell’ex Renate. Bene anche Alex Ferrari, che entra con un gran cipiglio e poi si piazza lì a far legna e griffa il punto in casa della Roma con delle belle chiusure su El Shaarawy, entrato come quarta punta esterna.
Citazione a parte per Wladimiro Falcone. Il portierone blucerchiato certifica il pareggio quando respinge, in pochi secondi, prima il tiro di Zaniolo e poi quello di Felix, a porta sgombra. Il guizzo con la manona destra è portentoso, tanto da far esultare chiunque l'abbia vista, come se avesse segnato. Per il resto, partita di grande lucidità e concentrazione, perché ha dovuto entrare in partita all'improvviso, dopo sessanta minuti da spettatore.
Questo fine 2021 certifica un certo passo avanti dal punto di vista delle prestazioni difensive. Adesso, l’imperativo è tenere tutti i protagonisti, prima di diventare troppo corti dove non possiamo esserlo per nessun motivo. Anzi, gennaio e il mercato sarebbe meglio ci portassero in dote qualche cambio dietro, vista anche l’impossibilità di avere Colley almeno fino ai primi di gennaio e la variabile Covid, che sta angustiando tutta la Serie A. Una o più perdite dietro sarebbero deleterie, ai fini della classifica e dell’oliatura del meccanismo che, ora, ha già più senso rispetto a prima.
Infine, permettetemi di fare gli auguri di buon 2022 a tutti voi lettori di Sampdorianews.net, con la speranza di potervi raccontare una storia ben diversa, a cominciare già dai primi mesi dell'anno! Grazie per il vostro sostegno. A presto con la rubrica dedicata alla difesa blucerchiata!
