SAMPDORIA CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Come Giano bifronte, ma presente fondamentale

SAMPDORIA CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Come Giano bifronte, ma presente fondamentale
© foto di Sampdoria.it
lunedì 1 gennaio 2024, 11:31News Doria
di Paolo Paolillo
La rubrica di approfondimento sul reparto difensivo della Sampdoria, tra il passato e il futuro, con un occhio fondamentale sul presente

Giano è una figura della mitologia greca, un Dio importante, spesso e volentieri raffigurato con due volti, segno della sua capacità di guardare il passato e il futuro, ma non il presente.

Il 2023 della Sampdoria, è stato tutto questo, è stato un Giano bifronte: nella prima metà si guardava e ci si guardava indietro, valutando, sminuzzando, imprecando il passato, chiedendone l'oblio e ciò che, a breve sarebbe stato inglobato in esso, ossia la prima difesa schierata da mister Stankovic nel 2023:  Audero, Bereszynski, Nuytinck, Amione, Augello. Subentrarono Murillo e Murru. Adesso, si guarda al futuro, con un pizzico di tranquillità societaria in più. Non tecnica.

Poi ci sarebbe il presente, che permette di far tesoro (forse) degli errori del passato e guardare nell’ottica giusta il futuro. Ma senza capire bene che tipo di presente stiamo vivendo, si fatica a fare le due cose bene.

Per questo, in questa rubrica che ripercorre il faticoso 2023 del reparto difensivo, mi concentrerò sulla prima parte di questa nuova Sampdoria, neoretrocessa in Serie B, con due punti di penalizzazione.

Il parco portieri è stato sistemato, dopo un periodo di ambientamento, con Filip Stankovic che, al netto di qualche errore, ha contribuito con prestazioni eccellenti, a volte strepitose (Parma su tutte). Sulle fasce i ritorni di Depaoli e Giordano, assieme alle partenze di Bereszynski ed Augello, hanno portato linfa nuova e non viziata dalle tossine di una retrocessione amara ma segnata da eventi esterni. Il primo è diventato decisivo dalla prima partita di campionato, con rigore procurato e gol a Terni. Qualche cartellino di troppo, ma nel calcio servono personalità e cazzimma, a qualunque latitudine, e lui ce l'ha da vendere, si è preso la fascia, la gente è con lui e ha lasciato in panchina un Nazionale come Petar Stojanovic, arrivato da Empoli ed autore di prestazioni altalenanti, meglio in fase di spinta che in fase arretrata. La doppietta di Depaoli contro lo Spezia, esalta la prima parte di stagione del terzino trentino.

L’enfant du pays, Giordano, ha dimostrato di aver imparato dall’anno ad Ascoli, di conoscere la categoria e di essere poliedrico, potendo, all’occorrenza, giocare anche da mezz’ala, come nell’ultimo mese, vista l’assenza di Vieira e la pochezza dei rincalzi. Il gol più bello del girone di andata, forse, è il suo, con lo schiaffo mancino a Brescia e quell'esultanza che tra poco strappa la maglia, per far capire quanto ci tenga. 

Capitolo centrali: la prima proposta di mister Pirlo è stata la coppia Alex Ferrari – Murru, adattando il terzino sardo e neocapitano, al centro. Pareggio e vittoria ai rigori col Sudtirol, poi vittoria all’esordio a Terni. Dopodichè, nessuna vittoria fino a fine ottobre. A Terni, fece capolino Daniele Ghilardi che, contro il Venezia due partite dopo, prese la titolarità per non lasciarla mai più. Su di lui c’è da dire poco: ha giocato, ha dimostrato grinta e voglia, ma si vede che deve essere seguito nella crescita e migliorare sia nel gioco al piede che nelle letture difensive, specie le preventive. Col Catanzaro la prima indecisione, in coppia con Stankovic, nelle ultime tre quattro partite dell’anno, l’impressione è che sia arrivato col fiato corto. Ci torneremo.

Al suo fianco, detto di un capitan Murru che ha dimostrato impegno e dedizione per provare a reinventarsi centrale, comunque ricadendo nei soliti errori di concentrazione e posizione, il salto di qualità la Samp lo ha fatto quando Facundo Gonzalez ha giocato. Centrale vecchio stampo, nel solco della tradizione uruguagia del difensore centrale, coi piedi fa il possibile, la grinta non manca, deve migliorare anche lui. E qui il tasto dolente. Al netto delle vittorie che hanno fatto risalire la china, è impensabile coltivare speranze se, in rosa, i tuoi titolari sono i due migliori centrali del campionato del mondo under-20 appena terminato. Perché Ghilardi e Facu sono entrambi classe 2003, faranno (a mio modo di vedere ma non solo più Gonzalez che Ghilardi) delle ottime carriere, sono complementari e funzionano bene insieme, ma la Serie B è complessa ed i freddi numeri dimostrano che non è cambiato il rendimento difensivo, inserendo i due come titolari. 25 gol subiti in un girono indicano che si prende gol ogni partita. Questa è la Serie B. Il presente.

Ecco il punto. Gianmarco Ferrari ad agosto era l’acquisto perfetto. Pensatelo in mezzo ai due ragazzini, come faro. Chissà come sarebbe andata. Va bene la scommessa giovane, il prospetto ottimo, ma poi ci vuole chi sa fare il lavoro sporco e lo sa fare bene. Un profilo alla Lucioni, Ceccaroni, Gagliolo e Camporese, mestieranti, come lo erano il buon Gianni Munari, che rivitalizzò il centrocampo doriano ai tempi dell’ultima B, o Gaetano Berardi. O come lo stesso Ferrari Alex, se non avesse problemi di infortuni, come li ha avuti Antonio Barreca.

Ecco, il terzino ex Cagliari, reduce dalla cavalcata incredibile coi sardi, sarebbe stato un bel colpo, perché avrebbe garantito conoscenza della categoria e qualità. Ma è fragile, lo si sapeva anche prima che arrivasse. Inevitabile che, dopo qualche manciata di presenze, dove ha fatto ma non ha strabiliato, sia in odore di partenza. Lui, forse, la delusione più ampia.

Agrodolce, bifronte, come il Giano citato all’inizio. Per la cronaca, è il Dio degli inizi, materiali o immateriali. Questo è ciò che ci si aspetta dalla nuova Sampdoria, protesa verso il 2024 come un nuovo inizio, assorbendo il passato definitivamente e guardando ad un futuro che, per forza, deve essere di un certo tipo, prima o poi. Se il poi, che lo si può comprendere ma non accettare pedissequamente, fosse nel minor tempo possibile, sarebbe ristabilito l’ordine naturale delle cose e riprendere un filo, quello bluerchiato, che ci porterà anche l’anno prossimo dritto a Lei, perché la fede non è crollata e non crollerà (23mila a S.Stefano contro il Bari) ma ha tanto bisogno di sognare e credere in qualcosa, di nuovo.

Buon 2024 a tinte blucerchiate!