SAMPDORIA ALE’ CAMMINEREMO CON TE – Volontà di Sensi di prendersi squadra sulle spalle. Rincòn ben inserito
Tre punti in tre partite per la Sampdoria di Marco Giampaolo e un primo bilancio che può essere considerato sufficiente. La prestazione che fa raggiungere il sei è quella contro il Sassuolo, buona se non ottima. Nelle altre due uscite l'insufficienza non è rotonda solo per circostanze attenuanti. Va però ricordato che le attenuanti non ti salvano, servono i punti.
La partita di La Spezia era chiaramente stata impostata per strappare un pareggio. Giampaolo attendeva ancora rinforzi dal mercato, per cui ha cercato di fare di necessità virtù, puntando su un centrocampo muscolare con Candreva a fare il trequartista e sperando in una sua invenzione. Purtroppo, il numero 87 non era in giornata particolarmente ispirata. Nella zona nevralgica Ekdal ha cercato di tenere i ritmi bassi, mentre Rincon e Thorsby, soprattutto nel primo tempo, sono riusciti a chiudere bene le linee di passaggio agli avversari. Ne è uscita una partita bruttina con un'occasione per parte. Lo Spezia l'ha sfruttata, quella della Samp si è schiantata sul palo. Il limite è stato soprattutto quello di non riuscire a cambiare ritmo dopo lo svantaggio, complice anche l'espulsione dello svedese.
Contro il Sassuolo, oltre al nuovo arrivo Sensi, la Sampdoria ha messo in campo grinta, rabbia, voglia di vincere. Si è vista una squadra determinata e con idee. Il doppio vantaggio trovato nei primi dieci minuti ha sicuramente aiutato il morale e la consapevolezza della squadra, ma finalmente dopo mesi si è visto la Sampdoria cercare la profondità e ripartire in verticale con tocchi di prima, di cui ha beneficiato non poco anche Caputo. Sensi trequartista e Candreva mezzala hanno portato qualità in due zone diverse del campo. Oltre a dimostrare di saper dare del tu al pallone, entrambi non si sono mai risparmiati neppure a rincorrere l'avversario. I goal sono stati solo il suggello a prestazioni individuali ottime. Rincon e Thorsby hanno giocato un'ottima partita sia in fase di contenimento, sia con il pallone tra i piedi. Qualche passaggio lo hanno sbagliato, ma soprattutto il venezuelano si è dimostrato molto utile e ben inserito nello scacchiere del nuovo mister. L’aspetto più positivo, venendo dalle partite sterili e deludenti con Cagliari, Napoli e Spezia, è stato rivedere la Sampdoria seguire un’idea di gioco e ritrovare modi per rendersi pericolosa.
La partita con il Milan ha parzialmente ridimensionato questa sensazione. Nonostante il rientro di Ekdal dalla squalifica, Giampaolo si è affidato allo stesso centrocampo della settimana precedente, con l'aggiunta di Conti, largo a destra, in sostituzione dell'infortunato Gabbiadini. Molti hanno parlato di una Sampdoria schierata con il 3-5-2, ma personalmente mi è sembrata una difesa a quattro, mascherata con Conti pronto ad aiutare Bereszinski sul lato di Leao e Florenzi. Murru ha giocato molto bloccato mentre l'ex Milan si è proposto a tutta fascia, ripiegando in fase di non possesso e salendo rapidamente appena veniva riconquistata palla, venendosi però a trovare spesso in una terra di mezzo in cui è stato poco servito e poco incisivo. La squadra ha infatti quasi sempre preferito appoggiarsi centralmente su Sensi e Candreva, a cui però Tonali e Bennacer hanno concesso pochissimo. La manovra offensiva della Sampdoria è stata quindi estremamente sterile. Dopo pochi minuti del secondo tempo, Conti e Thorsby sono stati sostituiti da Ekdal e Vieira, con Candreva che si è allargato. Con la propensione del romano a venire a giocare più dentro il campo di Conti, un giro palla più rapido e più verticale e le squadre più lunghe perché stanche, la Sampdoria ha prodotto qualcosa di più, ma ha anche offerto più occasioni agli avversari. Non era la partita in cui si dovevano fare punti, ma preso il goal dopo otto minuti, il risultato non è mai apparso in bilico.
Le note positive sono che, a meno degli ultimi venti minuti con squadre lunghe, la Sampdoria non si è esposta a grossi rischi contro una delle prime della classe e Sensi è apparso estremamente calato nella realtà Sampdoria e presente nel gioco della squadra. Ha voglia e ha dato l’impressione di volersi prendere la squadra sulle spalle. Contro l'Empoli, oltre ad un approccio stile Sassuolo, serviranno proprio giocatori in grado di prendersi responsabilità. Sarà una prova del nove, come d'altronde ogni gara da qui alla fine, quando ci si trova a lottare per la salvezza.
