SAMPDORIA ALE’ CAMMINEREMO CON TE – Thorsby esempio, Askildsen con la testa giusta
Il girone di andata della Sampdoria si è concluso con due pareggi per 1-1 contro Venezia in casa e Roma in trasferta. Nel post-derby, la squadra di D’Aversa è riuscita ad infilare anche la vittoria in Coppa Italia contro il Torino che ha garantito il passaggio del turno, inanellando così quattro risultati utili consecutivi. Considerata la situazione prima della stracittadina, una chiara indicazione che la squadra è compatta con il suo allenatore ed è riuscita a trovare motivazioni al di là delle vicende extra campo.
La Sampdoria forse non è ancora bella da veder giocare in senso assoluto ma per noi tifosi è sicuramente diventata piacevole. Prima di tutto non si arrende mai. Poi, al di là di infortuni, squalifiche, malesseri passeggeri che contribuiscono a varie assenze, in campo dà l’idea di essere formata da undici giocatori che hanno voglia di aiutarsi e sanno come farlo. Questo non vuole essere un inno alla profondità della rosa ma un plauso alla capacità di farsi trovare pronti ed essere squadra.
Se si parla di farsi trovare pronti direi che l’esempio più lampante è Morten Thorsby. Già più di una volta abbiamo parlato dell’adattabilità del norvegese, della sua determinazione a metterci sempre tutto e forse qualcosa di più, qualsiasi compito gli sia assegnato. Contro il Venezia è stato schierato esterno di sinistra, con non solo il compito di difendere e chiudere, ma anche di offendere. Gli è stato in pratica chiesto di fare il Candreva (chiaramente meno estroso) ma dall’altro lato. Morten non si è tirato indietro e oltre alla solita partita di lotta si è pure trovato in due occasioni davanti alla porta con la possibilità di segnare. Una schiacciata di testa e un piatto destro di prima intenzione sono sfilati rispettivamente a pochi centimetri dal palo e dalla traversa. Errori banali, concesso, ma se contestualizzati in quelle che sono le caratteristiche del giocatore, i chilometri percorsi, la ferocia con cui attacca ogni pallone, ci sta arrivare poco lucidi in area di rigore e mancare di killer instinct.
Lo stesso giocatore nel post-partita avrebbe potuto nascondersi dietro tutti questi alibi che gli sto concedendo, ma non l’ha fatto, la prima cosa che ha detto quando gli hanno messo il microfono è stata: “Sto male perché con le mie due occasioni a inizio secondo tempo potevamo chiudere la partita”. Massimo rispetto, contro il Venezia è stato schierato lì, il suo ruolo era fare l’ala, si è assunto la responsabilità di fare quel compito, ha mancato parte del compito, nella sua testa non esistono alibi. Grazie Morten, si diventa squadra anche mettendo sul piatto atteggiamenti ed esempi come questo.
Contro la Roma, visto il forfait per gastroenterite del numero due norvegese, a prendere il suo posto è stato il connazionale Askildsen. Arrivato alla Sampdoria a gennaio 2020, a 19 anni appena compiuti, dopo una stagione e mezza in blucerchiato, a inizio campionato ancora si faticava a capire quanto spazio potesse effettivamente ritagliarsi. Dopo l’inizio con la Primavera, già nell’estate 2020 era riuscito a mettere insieme qualche presenza e un goal con Ranieri in panchina, lasciando pensare ad un suo possibile largo utilizzo nella stagione successiva. E invece, il 2020-2021 per lui si è limitato a sei presenze striminzite in Serie A e una in Coppa Italia, l’unica da titolare. Nel campionato in corso, i numeri dicono che D’Aversa ha dimostrato di credere da subito nelle sue qualità, utilizzandolo praticamente sempre dalla panchina e dandogli fiducia dall’inizio in più di un’occasione, non solo in condizioni di emergenza.
A dimostrazione ulteriore della fiducia dell’allenatore, c’è stata pure la strigliata pubblica arrivata per il pessimo approccio alla partita quando, subentrato a Torino, è stato sostituito dopo appena 12 minuti. Il messaggio è arrivato, forte e chiaro, e finalmente Kris ha dimostrato di essere uno su cui si può contare. A Roma ha giocato la sua miglior partita in maglia blucerchiata, è partito a sinistra e quando è stato spostato al centro per l’infortunio di Ekdal non ha fatto passare praticamente nulla. Ha messo anche piede e testa sul goal del pareggio, guadagnandosi prima l’angolo e poi spizzicando la palla che Gabbiadini ha spinto in rete. Ha saputo trasformare le critiche in uno sprone e si è messo al servizio della squadra con un’altra testa.
Un altro pensiero va a Valerio Verre. Personalmente ho un debole per il giocatore, secondo me ce ne sono pochi che vedono la profondità come lui e potendo contare su un attaccante come Caputo, nato per giocare in verticale, penso che potrebbe veramente fare la differenza. Sicuramente non è continuo, altrettanto sicuramente i piccoli stop ripetuti non lo stanno aiutando, ma spero che il goal in Coppa Italia possa essere una svolta per la sua stagione (nonostante l’acciacco che lo ha tenuto fuori con la Roma). Ci si è subito resi conto di quanto fosse sentita l’esultanza sotto la Sud, di come probabilmente sia stato sollevato un peso e tolta qualche scoria. La speranza è che questo goal possa avere lo stesso effetto che le parole del mister hanno avuto su Askildsen, una scossa. Ne gioverebbe parecchio tutta la Sampdoria.
Per concludere, un ulteriore aspetto da sottolineare riguardo l’ultima partita del girone di andata è l’esordio di Gerard Yepes Laut. Dopo la scorsa stagione da protagonista con la Primavera ed essere stato aggregato alla prima squadra già dal ritiro, l’esordio su un campo non facile come l’Olimpico, seppur per pochi minuti, è una bella soddisfazione personale e un buon attestato di stima da parte dell’allenatore.
