Samp in crisi di gioco e i campionati-maratona

Samp in crisi di gioco e i campionati-maratonaTUTTOmercatoWEB.com
giovedì 14 ottobre 2010, 08:19News Doria
di Federico Cabella

La Sampdoria sembra essere in crisi, non tanto dal punto di vista dei risultati (quattro punti nel girone di Coppa Uefa e un bilancio di sette punti in sei partite di campionato che portano a vedere il fatidico bicchiere, riempito a metà, mezzo pieno o mezzo vuoto a seconda delle personali inclinazioni) ma da quello del gioco.

Chi ha ancora nella mente il ricordo delle prestazioni della Samp della scorsa primavera, non può guardare al filotto di match mediocri che i nostri beniamini hanno recentemente proposto, senza preoccuparsi. Eppure la squadra è senza dubbio forte e già rodata. Che cosa porta i nostri giocatori a calare sistematicamente nel secondo tempo e a subire gol nell'ormai famosa, purtroppo, "zona Sampdoria"?

La stanchezza sembra essere il principale imputato, con giocatori costretti a “tirare il carretto” da metà agosto (i due centrocampisti centrali Palombo e Dessena, in primis) e Cassano incaricato dell’“onere” di rilanciare la Nazionale. Per carità, deve essere un onore per la famiglia blucerchiata intera, tuttavia non possiamo che constatare l’appesantimento della condizione fisica dei nostri gioielli. L’imprevedibilità degli infortuni, inoltre, dimostra che nessuna rosa è mai troppo allargata. I giovani, si sa, non possono garantire la sicurezza e la costanza di rendimento dei compagni più esperti ed il loro impiego andrebbe gestito accuratamente. Mandarli al “macello” non serve a nessuno; purtroppo, però, a volte non se ne può fare a meno.

Come fare per rivedere Fantantonio saltare gli avversari come birilli, i giovani inserirsi gradualmente e la squadra tornare a giocare in maniera gagliarda e cinica, come nel funesto ritorno del preliminare o alla prima di campionato contro la capolista Lazio? Comprare trenta giocatori? Non credo sarebbe produttivo, oltre che inutilmente dispendioso. Si potrebbero però, almeno io credo, ridurre gli impegni stagionali, con buona pace delle televisioni che si divertono a spalmare le giornate di campionato negli orari più improbabili e nelle situazioni più difficili. In fondo, credo, qualche mercoledì sera in meno passato a vedere i nostri beniamini giocare (sono fermamente convinto che il turno infrasettimanale non ci sia mai stato troppo favorevole) e qualche domenica in più in famiglia o a passeggio, potrebbero fare bene sia a noi che guardiamo, che ai giocatori.

Forse non tutti ricordano il “caso Catania”, l’aumento del campionato da diciotto a venti squadre, proprio mentre la Uefa consigliava di ridurlo a sedici. Un capolavoro all’italiana della difesa degli interessi particolari e della fitta rete di clientele. Le stesse coppe europee hanno incrementato gli impegni. Come pretendere che un calciatore giochi più di cinquanta partite l’anno, concentrate in nove mesi, senza risentire di periodi di stanchezza? Come pretendere che una partita venga preparata in due giorni? Non ci rendiamo conto, inoltre, che la velocità del gioco aumenta sempre più e la condizione fisica diventa un fattore sempre più importante?

Finisce che, poi, chi a maggio esulta per l’entrata in Europa, a dicembre si trova a sperare nella propria eliminazione, quando non a provocarla in maniera intenzionale, onde evitare di trovarsi invischiati in clamorose lotte per non retrocedere e noi, purtroppo, ne abbiamo avuto esperienza non più tardi di un paio d’anni fa. Non è un caso che le stagioni migliori della Sampdoria siano avvenute quando la squadra non era impegnata in competizioni europee o se ne era prematuramente “liberata”. Questo meccanismo gioca in favore della Bundesliga (le cui squadre arrivano sovente in fondo alle coppe europee), che ci sta “soffiando” il quarto posto per entrare in Champions. Bundesliga che, peraltro, è un campionato a diciotto squadre. Sarà un caso, ma…