Riprendere quota

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© foto di Filippo Gabutti
mercoledì 4 maggio 2011, 09:00News Doria
di Giacomo Zanon
Il pareggio di col Brescia è ben diverso da quello col Chievo. Che stia finalmente cambiando qualcosa?

Circa un mese fa mi ritrovavo a scrivere questo editoriale dopo il pareggio di Verona contro il Chievo. Oggi, a ventisei giorni di distanza la Samp viene da un’altra “X” in schedina, ma questa volta le dinamiche sono ben diverse. Qualcosa è cambiato?

La mia risposta è sì! A Verona ero allo stadio, domenica purtroppo ho seguito la partita da casa (dal Veneto a Genova non sono proprio due passi) ma ho notato che i giocatori blucerchiati hanno finalmente ritrovato il gioco. Contro il Chievo (come in molti altri frangenti di questa stagione) la Samp aveva fatto una partita che definire vergognosa sarebbe quasi una gentilezza. In piena corsa per la salvezza 11 maglie doriane si erano proposte sul terreno di gioco del Bentegodi, impaurite, quasi passeggiando, senza dimostrare la minima cattiveria agonistica e palesando lacune imbarazzanti in fase offensiva. Tutto ciò con il Brescia non si è visto; passaggi di prima, uno-due veloci, cross dal fondo, un gioco fluido (anche se non perfetto) che ha finalmente fatto gustare al pubblico di Marassi (semplicemente favoloso) quel minimo di calcio che ci si aspetta da una squadra di Serie A.

Eppure il risultato di domenica conta tanto quanto quello di Verona. Già, ma questo è il calcio, sport bello perché imprevedibile. Imprevedibile proprio come il match contro le rondinelle. Dopo un primo tempo tutto sommato leggermente a favore doriano, la ripresa è una vera e propria lotta a viso aperto. Aperto come un po’ le due difese, protagoniste in negativo insieme, ahimè, a Curci. Se infatti il primo gol bresciano è frutto di tanta bravura quanta fortuna per il resto i quattro gol "centrali" sono un vero e proprio regalo delle difese. Pozzi si trova un cross del volitivo Biabiany e deve solo toccarlo in rete senza nessun difensore lombardo a contrastarlo e per fortuna nostra è il pareggio (il primo). Che dire poi del gol di Caracciolo al 12’ della ripresa? Sinceramente si parla tanto dell’assenza di Cassano e Pazzini, ma l’anno scorso i nostri centrali di difesa erano gli stessi ed eravamo la difesa meno battuta in casa di tutta (sì tutta) Europa. Cos’è successo a Gastaldello e Lucchini?

Tuttavia anche il Brescia non scherza in quanto a svarioni difensivi e lascia Tissone libero di pareggiare con un bel tiro rasoterra che beffa Arcari. Imbarazzante il movimento di Hetemaj che lascia passare il centrocampista argentino quasi ad invitarlo al gol. Ma gli lsvarioni difensivi a Marassi non sono terminati; Diamanti fa un po’ quello che vuole sulla sinistra della retroguardia doriana cross in mezzo e l’ex Caracciolo ci castiga di nuovo. Ora, si sono date le colpe a Zauri che in realtà a mio parere è solo l’uomo nel posto sbagliato al momento sbagliato. Prima di tutto la palla sarebbe stata tranquillamente addomesticata da qualsiasi portiere di serie A, purtroppo (l’hanno già detto in tanti) Curci non è in un gran momento di forma. Seconda cosa, Caracciolo è alto 193 cm per 80 kg (da bresciacalcio.it) mentre Zauri pesa 75 kg per 178 cm di altezza, non sarebbe stato più opportuno se a marcare l’Airone ci fosse stato uno tra Lucchini e Gastaldello? Io credo di sì.

Si è detto tuttavia che qualcosa rispetto al match con il Chievo è cambiato; ebbene, questo qualcosa si è visto soprattutto al minuto 46 del secondo tempo di Marassi quando Guberti offre un gran pallone dentro aria al furbo Mannini che, dopo 90 minuti di corsa senza tregua, trova la forza di fintare e di sinistro battere Arcari sul primo palo. In quel tiro rabbioso, pieno di potenza e di precisione, scoccato da un giocatore (a mio parere migliore in campo anche prima del gol) che ha incarnato per tutta la partita lo spirito Samp, quello spirito di abnegazione, di cattiveria agonistica di impegno; in quella corsa di gioia, nonostante la fatica e nonostante la tensione; in questo gol che tiene accese le speranze di vedere la Samp riprendere pian piano quota verso il derby, verso la Champions della salvezza. In questo, io credo, qualcosa è cambiato.