Realismo e coerenza

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© foto di Federico De Luca
venerdì 22 gennaio 2010, 15:55News Doria
di Laura Ferrari

Ormai di calcio sbarazzino non se ne parla neppure più. Si conquista un punto in casa contro il Catania, che moralmente serve davvero a poco, anzi, sembra quasi un affronto al nostro orgoglio già ferito. L'impegno c'è stato e si è visto, ma contrastare un avversario che pressa e poi riparte a gran velocità è cosa assai ardua per noi in questo periodo.

Il problema principale è che era l'ennesima partita da vincere a tutti i costi, per lasciarci piano piano alle spalle questo periodo negativo, invece il solito gioco lento e prevedibile, la poca freschezza atletica e momenti di confusione hanno alla fine prevalso, e una buona possibilità di riscatto si è nuovamente trasformata in una nuova occasione per generare polemiche e insoddisfazioni. Mi impongo la ragionevolezza, ma sto vivendo il tutto con l'ansia che solitamente accompagna le trasformazioni in atto, perchè, come molti, intuisco che qualcosa sta inesorabilmente cambiando negli equilibri, ma ancora non riesco a coglierne la dimensione.

Si è accolto con gioia l'arrivo di Stefano Guberti, il giovane Cassano ed il ben conosciuto Storari come nuovi portieri, ma abbiamo assistito alla partenza di Fiorillo e, soprattutto, del Bello Bellucci, destinazione Livorno; dalle dichiarazioni la sua risulta una scelta sofferta ma inevitabile, vista la grande voglia di giocare e il poco spazio che si è riuscito a ritagliare negli ultimi tempi. Auguri veramente sinceri, Claudio, eri una delle ultime bandiere blucerchiate, un arrivederci e un grazie da chi non ha mai pensato che fossi alla fine della carriera, o mormorato quando perdevi eventualmente un pallone, un grazie da chi ti porterà sempre nel cuore.



Se invitare al realismo per molti è una banalità, cerchiamo almeno di essere coerenti, tutto quello che non andava bene lo scorso campionato non può improvvisamente diventare oggetto di nostalgie, esattamente come l'unico schema non poteva e non può essere “solo palla a Cassano”, qualcosa di diverso quest'anno lo abbiamo visto e ci piaceva. Quella che stiamo vivendo è una situazione figlia del calcio moderno, le problematiche interne a una squadra, per chi sta al di fuori, risultano nebulose, ma chi è all'interno sa benissimo di cosa si tratta, e detto poco romanticamente, con tutti gli interessi che ci sono in ballo, è impensabile credere ad un trionfo dell'autolesionismo. Il famoso occhio teso al bilancio, so bene quanto risulti sgradito e poco passionale visto dall'esterno, ma è assolutamente indispensabile per la sopravvivenza di squadre di media caratura, che sparirebbero in un baleno, nessun spalmadebiti per noi in caso di conti un po' in rosso; si può tanto parlare di rinnovare l'arredamento, ma, senza un tetto sicuro, non ha gran utilità.

Non avendo fatto nessun corso, non ho certamente la presunzione di mettermi a dare consigli a Mister Del Neri, del resto vedo che i mister “integralisti” attaccati ciecamente ai loro schemi attirano antipatie quanto quelli più morbidi considerati confusionari. Spero solo vivamente che si inventi qualcosa, specie in occasione della prossima insidiosa trasferta di Udine, dove Fantantonio risulterà assente. Chissà, spesso si dice che non tutto il male viene per nuocere, magari da un evento negativo nascono risorse insperate e da questo, a ritrovare il morale il passo è breve.

E' sicuramente dovuto un invito ai Media, affinché non si faccia confusione tra tifosi e teppisti e tra contestazione e civile confronto, perché è ingiusto fare di tutta l'erba un fascio, l'unica erba su cui concentrarsi e veramente da buttare è quella del campo del Ferraris. Coloro che hanno effettuato la rizollatura sono gli stessi che si occupano dell'Olimpico di Torino. Là il terreno sembra bellissimo, qui qualcosa non ha funzionato, chissà come mai..

Prepariamoci per Udine, a noi comunque la voglia di lottare non passa mai. Forza Sampdoria!