Questione Stadio: la posizione dell'Associazione Museo Sampdoria

Questione Stadio: la posizione dell'Associazione Museo SampdoriaTUTTOmercatoWEB.com
lunedì 16 novembre 2009, 20:45News Doria
di Redazione Sampdoria News
Riceviamo e pubblichiamo in versione integrale il comunicato ufficiale diramato dall'Associazione blucerchiata.

"Premesso che non è nostra intenzione entrare a far parte di quella folta  schiera di genovesi solitamente più impegnati a distruggere sul nascere qualsiasi iniziativa che a costruire o a collaborare allo sviluppo della loro città - le “forze del male” alle quali recentemente ha accennato il Presidente dell’UC Sampdoria - riteniamo che sia quasi un obbligo
esprimere la nostra posizione sulla vicenda stadio nuovo si – stadio  nuovo no, lo facciamo lì - no là.

Tralasciando per ora i progetti Sestri Aeroporto e Colisa, l’uno messo sotto scacco dall’ENAC e l’altro un po’ troppo frettolosamente messo sul tavolo delle trattative, ci si riferisce qui all’ennesima proposta progettuale comparsa recentemente, che prevede una imponente ristrutturazione del Luigi Ferraris, con relativa messa a norma di tutto ciò che non va. Anche in questo caso occorre porre una doverosa premessa: allo Stadio Luigi Ferraris i Sampdoriani sono affezionati, molto affezionati, per una lunghissima serie di ragioni, prima, anche se non unica, quella di avervi visto, vinto e vissuto il titolo di Campioni d’Italia, oltre a Coppe Nazionali ed indimenticabili partite internazionali, fra cui l’intero percorso – dai primi turni alla semifinale - della Coppa dei Campioni.

I Sampdoriani sono quindi molto affezionati allo Stadio Luigi Ferraris ed il pensiero di dover traslocare non li rende particolarmente felici o ansiosi di provare l’effetto di una nuova casa. Però …. però c’è sempre un però e pure qualche se e ma, specialmente quando si viene a conoscenza di un progetto che prevede una profonda ristrutturazione dello stadio esistente e soprattutto tutte le problematiche ed i disagi che ciò comporterebbe. Su questo e cioè, sui disagi che una profonda ristrutturazione – anzi una demolizione e ricostruzione – comporta, meglio dei Sampdoriani nessuno ha una simile e vasta esperienza, se non altro per il fatto di averla vissuta sulla propria pelle.


E’ ancora vivo in molti di noi il ricordo di aver disputato interi campionati in uno stadio cantiere, dimezzato, con il rettangolo di gioco non verde come dovrebbe essere, ma color cemento e sabbia. E’ ancor vivo in molti di noi l’essere stati costretti a disputare – e vincere – una finale di Coppa Italia in campo neutro, lontani dalle mura amiche, così come è altrettanto vivo in noi il ricordo delle forzate trasferte per disputare partite casalinghe di Coppe internazionali. Il danno sportivo ed economico che sopportò l’U.C. Sampdoria in quel periodo, potè essere sopportato solo da un Presidente tanto innamorato e tanto tifoso quanto folle come fu Paolo Mantovani.


Nel periodo di massimo splendore, l’U.C. Sampdoria fu vittima di una entrata assassina a piedi uniti, che non la rese zoppa per sempre solo ed unicamente per la voglia di vincere contro tutto e a dispetto di tutti che animava Paolo Mantovani. Quindi nessun partito preso verso un progetto edilizio che nasce come espressione di parte, ma solo lucida e fredda razionalità sono alla base delle critiche e delle perplessità che vengono mosse alla proposta di profonda ristrutturazione e messa a norma.

Non essendo tecnici, ma semplici tifosi, non vogliamo addentrarci su norme UEFA o specifiche tecniche, non siamo in grado e non è il nostro mestiere di esaminare il progetto di ristrutturazione in base alle normative UEFA; non è nelle nostre capacità valutare se sia possibile o meno e cosa comporti dal punto di vista strutturale edificare una piastra in cemento armato di vastissime proporzioni, così come non è di nostra pertinenza, da semplici tifosi, verificare l’esistenza di eventuali incompatibilità strutturali con le vigenti normative, vincoli edilizi, rispetto dei diritti di terzi, ecc ecc ecc.

A ben vedere non è neppure compito di un tifoso sapere quanto costerà l’intera operazione, così come non lo è il preoccuparsi di chi “caccerà la grana” necessaria, anche se come cittadini di Genova che per un attimo svestono  i panni del tifoso, non ci farebbe certo piacere sapere che alla fin fine fosse l’Amministrazione Comunale a dover  “cacciare la grana”, che in un momento di crisi finanziaria come quello che stiamo vivendo, dovrebbe avere ben altre priorità che non la ristrutturazione di uno stadio.

Le perplessità, o se preferite, le critiche al progetto di ristrutturazione sono quindi esclusivamente rivolte ai “disagi” e ai “disservizi” che un simile progetto comporterebbe per l’U.C. Sampdoria e per la tifoseria blucerchiata. Un simile progetto prevede un cantiere di grandi dimensioni, dimensioni che saranno forzatamente aumentate per garantire la sicurezza negli stadi. La presenza di un simile cantiere e delle relative nuove opere edilizie è compatibile con la normale attività sportiva? È compatibile con il regolare svolgimento del Campionato all’interno delle mura amiche, senza dover essere costretti ad emigrare in altri campi di altre città? Una eventuale partecipazione a competizioni europee è compatibile con le opere edilizie previste dal progetto di profonda ristrutturazione e messa norma?

Chi ha redatto il progetto è in grado di attestare e certificare che nel periodo dei lavori, l’U.C. Sampdoria non subirà alcun danno – economico e sportivo - e che potrà svolgere regolarmente i campionati nazionali e che non le saranno precluse eventuali partecipazioni a competizioni europee? I progettisti possono attestare che la tifoseria blucerchiata non subirà alcun danno – economico e sportivo – dai lavori di ristrutturazione: durante i lavori verrà mantenuta l’attuale capienza della Gradinata SUD? Verranno temporaneamente chiusi settori dello stadio, in parte o in toto? La sicurezza dello stadio sarà mantenuta a livello attuale? Il terreno di gioco subirà dei danni? Queste e altre domande necessitano di risposte certe, anzi certissime, documentate con dovizia di particolari, opportunamente certificate e messe a disposizione affinché possano essere valutate da tecnici esperti di nostra fiducia.

In assenza di tali risposte il progetto ha il valore pari a quello di un esercizio scolastico, di una fantasia onirica priva di qualsiasi valore pratico alla quale si potrebbe contrapporre la proposta della costruzione di un nuovo stadio a Valletta Cambiaso o in alternativa, qualora il CONI e i tennisti elevassero legittime e comprensibili proteste, nella suggestiva location dei Parchi di Nervi, che da tale progetto verrebbero riqualificati e riportati allo splendore di un tempo che fu. Compito dei tifosi è quello di supportare i propri colori e di agire per il bene della loro squadra: nel nostro caso il Presidente Garrone sostiene che un nuovo stadio è vitale per la Società, noi non abbiamo motivi di dubitare che quanto asserito e ribadito più volte con forza sia vero.

Come detto in precedenza dovere di noi tifosi è quello di perseguire ciò che rappresenta il bene dell’U.C. Sampdoria e quindi se stadio nuovo deve essere che stadio nuovo sia, anche se lasceremo a malincuore il Luigi Ferraris al quale siamo e resteremo affezionatissimi, nonostante che la curvetta, la fontanella e i gradoni ce li abbiano già demoliti 20 anni fa ….".


Associazione Museo Samp Doria