Puggioni: "Questa è una Sampdoria nata dalle macerie della passata stagione. Il Ravano abbraccia la cultura e la scuola allo sport"

Puggioni: "Questa è una Sampdoria nata dalle macerie della passata stagione. Il Ravano abbraccia la cultura e la scuola allo sport"
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martedì 4 aprile 2017, 19:32News Doria
di Redazione Sampdoria News
fonte Dal nostro inviato Andrea Piras

Si è alzato il sipario sul Torneo Ravano. Nella prestigiosa cornice dell'Acquario di Genova è stata presentata la più importante kermesse sportiva europea dedicata ai bambini delle scuole elementari. Presente all'evento anche il portiere della Sampdoria Christian Puggioni che, ai microfoni dei media, ha dichiarato:

"Ho avuto la fortuna in terza elementare di vincere il Ravano, ma era fantastica l'idea di stare insieme ai compagni di classe e giocare al palasport. Alla finale poi arrivò anche il presidente Mantovani e fu fantastico. Il Ravano abbraccia la cultura e la scuola allo sport".

La tua emozione più grande? "Noi facemmo una gran semifinale e io feci delle belle parate. La finale fu più in discesa, ma alla premiazione, quando arrivò il presidente Mantovani, il cuore batteva forte. Penso che chi ha la fortuna di vincerlo ma anche chi ha la fortuna di entrare in un palazzetto, ha un grandissimo piacere".

L'emozione invece di battere l'Inter. "Questa è una Sampdoria che è nata sulle macerie di quella della passata stagione dove dei baldi giovani validi si sono aggregati ad un gruppo di ragazzi con più esperienza e dove c'è un allenatore con le idee chiare. Questo gruppo non ha mai lesinato una goccia di sudore e nei momenti di difficoltà si è forgiato. Il risultato di ieri è figlio di un lavoro di squadra. L'esempio è di Schick che ha sempre segnato subentrando e non ha mai fatto una polemica quando magari non giocava. Questo perché riconosceva l'importanza di Quagliarella. E' sinonimo di gruppo e questo alla lunga può regalare delle soddisfazioni".

C'è un po' di rammarico per un inizio di stagione non positivo? "No perché quando un albero nasce non è una sequoia. Prima c'è un germoglio, poi il fiore e alla fine diventa albero. Se una squadra nasce dai giovani, si deve dare il tempo di sbagliare e che il gruppo scarichi la tensione che la piazza dà alla squadra".