Prof. Bovenzi: "Cerchiamo di curare tutto nel dettaglio, la differenza in Serie A sta in questo"

Prof. Bovenzi: "Cerchiamo di curare tutto nel dettaglio, la differenza in Serie A sta in questo"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Andrea Ninni/Image Sport
mercoledì 11 marzo 2015, 15:08News Doria
di Alberto Boffano

Ospite della trasmissione Dieci minuti con in onda sulle frequenze di Samp Tv, il preparatore atletico della Sampdoria Antonio Bovenzi ha raccontato tutta la sua carriera oltre ad alcuni aneddoti particolari che lo legano all'attuale tecnico blucerchiato Sinisa Mihajlovic e all'ex numero 10 Roberto Mancini:

"L'avventura nel mondo del calcio è iniziata alla Lodigiani tanti anni fa, venivo dall'ex Isef (attuale Scienze Motorie). Ho giocato alla Lodigiani, all'epoca il direttore generale era Sagramola che vedeva la mia passione, andavo a vedere sempre la prima squadra. Lui si incuriosì e mi diede in mano il Settore Giovanile e da lì ho fatto tutta la trafila fino ad arrivare alla Lazio dove ho conosciuto Mancini che ha creduto in me. Sono arrivato alla Samp con Mihajlovic, lo conosco ormai da quindici anni: l'ho avuto prima da giocatore, poi da allenatore in seconda all'Inter e quando decise di andare ad allenare il Bologna mi chiamò e sono andato con lui con grande voglia e grande passione. Quando Sinisa era fermo ho fatto anche una parentesi al Lecce, e con l'allenatore Di Canio avevo un patto: se avessi avuto una chiamata da Mihajlovic o da Mancini sarei andato. L'8 dicembre Mihajlovic era in trattativa col Catania, avvertì il mister e quando mi chiamò non c'ho pensato un attimo anche se mi era dispiaciuto lasciare quel gruppo. Il Lecce era primo in classifica e poi vinse il campionato, a Catania comunque facemmo una grande stagione.

Alla Samp mi occupo della preparazione atletica, ne sono responsabile. Siamo in tre, ho due collaboratori con cui cerchiamo di curare tutto nel dettaglio. In Serie A credo che gli staff siano tutti preparati, la differenza sta nella cura del dettaglio. Tutti i giorni c'è tanto da fare, soprattutto quest'anno che abbiamo migliorato tutta la parte tecnologica, abbiamo software nuovi che ci elaborano i dati. La parte meno impegnativa è quella sul campo, è più complicata poi l'analisi dell'allenamento che spesso la facciamo anche a casa.

Un ricordo speciale che mi lega alla Samp? Questa è una maglia che tutti conoscono e tutti amano, dal sapore particolare. L'ho detto il primo giorno che sono arrivato, non per essere ruffiano: la maglia blucerchiata è quella più bella, ha un sapore particaolre. Un episodio che ricordo in maniera particolare? I derby vinti. E poi, è vero che è passato un anno, ma quando entriamo a Marassi per il riscaldamento e poi riusciamo per la partita vedere la Gradinata è sempre un'emozione. Davvero tutte le domeniche, è uno stadio che lascia un qualcosa. La cosa che mi ha colpito di più è che durante la settimana si vive l'allenamento in maniera rilassata, ci sono i nonni che vengono a vedere con il cagnolino e i nipotini. E poi entri a Marassi e vedi lo stadio pieno, che potrebbe sembrare un'incongruenza: è fantastico.

Una persona che mi lega all'ambiente doriano? Sinisa, non è retorico ma è così. E anche Mancini, se sono arrivato in Serie A devo ringraziare lui che ha avuto fiducia in me. Quando Mihajlovic mi ha chiamato - riporta sampdorianews.net - per me è stato un motivo d'orgoglio. Dove e come vivo la partita? Nella panchina aggiuntiva, in genere siamo io ed Emilio. Un colloquio contnuo, e la tensione è molto alta perché in Serie A tutte le partite sono difficili. La vivo con passione, ma ho imparato a gestirmi meglio e ora esco dal campo meno distrutto. Però è sempre una scarica d'adrenalina incredibile.

Luoghi particolari di Genova? Non ho la famiglia al seguito e trascorro tanto tanto tempo a casa. Quando finisce l'allenamento spesso rimaniamo qui a Bogliasco, poi ci portiamo i compiti a casa. Mi piace molto leggere, e sono spesso a casa. Mi piace anche andare a mangiare in ristoranti buoni, mi piace passaggiare lungo la passeggiata di Nervi, adoro correre e lo faccio un'ora al giorno: qui al campo prima o dopo l'allenamento, mi rilassa tantissimo. Siamo uno staff molto unito, ci vediamo anche fuori e poi quando ci sono i risultati tutto va meglio".