Pradè: "La Samp non ha mai ragionato da provinciale. La squadra ha consapevolezza. Giampaolo è un uomo leale"

Pradè: "La Samp non ha mai ragionato da provinciale. La squadra ha consapevolezza. Giampaolo è un uomo leale"
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
martedì 31 ottobre 2017, 22:57News Doria
di Maurizio Marchisio

Il responsabile dell'area tecnica Daniele Pradè, intervenuto telefonicamente alla trasmissione Gradinata Sud in onda su Primocanale, ha toccato molti temi fra cui il derby, il mercato, la Coppa Italia, la consapevolezza del gruppo e, ovviamente, ha anche parlato di mister Giampaolo:

“Come ho già detto domenica i record sono bellissimi da battere perché restano nella storia di un club, perciò questi saranno i record di Ferrero, i record di Giampaolo e dei suoi calciatori ma anche di noi dirigenti e questo mi fa piacere. Mi aspettavo una Sampdoria forte però sono sincero, noi giochiamo gara dopo gara, non è che ci facciamo programmi mentali.

Sono da due stagione nella Sampdoria e la Sampdoria non ha mai ragionato da provinciale, non è nella mentalità nostra, della società e tantomeno in quella di Giampaolo. Siamo andati a giocare ogni gara con la massima apertura ed a giocarcela su ogni capo, una provinciale è difficile che faccia quel che fa la Samp.

Ho già vissuto due derby qui a Genova. Sono arrivato in società nella settimana del derby vinto per due a uno. Penso di essere un dirigente abbastanza esperto, perché con i due giocati a Genova, nella mia carriera ne ho giocati ventitré a Roma da dirigente, perciò sono venticinque, perciò posso dire qualcosa su un derby, ad esempio che è una partita a se, è il derby non è una partita come le altre, sarebbe stupido dirlo. Il derby è il derby, tutto può succedere, la settimana la devi passare nella normalità assoluta, concentrazione massimale però consapevole che è la partita, tutto qua. Non è come sta la squadra, sono tutte cose che poi sono secondarie.

Oggi è martedì, ma da giovedì la squadra sarà un’altra squadra, sarà una squadra più concentrata, sarà più attenta ai piccoli particolari, questa è una cosa normalissima, rientra nella mentalità di un professionista e dei calciatori. Quello di cui noi andiamo fieri è quello di avere un gruppo di professionisti, questa è la cosa principale, è la cosa che deve rendere orgoglioso il popolo blucerchiato. Siamo un buon mix, un mix giusto tra proprietà, presidente, dirigenti, tecnici e squadra, si formano quelle alchimie che sono belle da vivere. Poi c’è l’alchimia con il popolo blucerchiato che in questo momento è un’arma in più.

A Verona potevamo vincere, siamo stati anche sfortunati nel secondo tempo perché abbiamo preso un palo, abbiamo avuto delle occasioni importanti, un salvataggio sulla linea, anche se non è stata una prestazione brillante. Udine l’hanno fatta gli episodi, se tu rigiochi quella gara cento volte, l’infortunio del rigore di Puggioni, l’espulsione al ventisettesimo, la garà è finita li. Quelle due gare potevano farci fare il salto di qualità, perché poi la sconfitta con l’Inter ci può stare, contro una squadra che spende quattro volte quel che spende la Sampdoria e che ha degli obbiettivi diversi. Ma se si giocasse altri dieci minuti contro l’Inter la partita non finirebbe tre pari ma finirebbe quattro a tre per il Doria.

E’ mentalità giusta, riuscire a mettersi subito in moto dopo le disfatte, abbiamo vinto contro l’Atalanta che è una squadra forte, abbiamo vinto delle partite che dovevamo vincere come contro il Crotone, la partita contro il Chievo è una partita impervia, questo vuol dire che la squadra la consapevolezza l’ha presa, dopo la partita domenica ho detto: la parola giusta è consapevolezza. Consapevolezza di essere forte.

In questo momento saremmo in Europa, come si farebbe a non firmare per un piazzamento così, la firmerei col sangue. Ho già sentito alcuni nostri calciatori che parlano di Europa League, questo ci riporta al fatto della consapevolezza. I primi a vedere se la squadra è forte non siamo noi, sono loro che vanno in campo, perciò se lo dicono loro siamo felicissimi. Però noi dobbiamo essere persone con i piedi per terra, pensare quante squadre forti ci sono nel nostro campionato e andare avanti lavorando seriamente, controllare e giudicare la squadra domenica dopo domenica. Questa è la consapevolezza di un dirigente.

La Coppa Italia è una manifestazione bellissima, con la finale all’Olimpico, con la premiazione del Presidente della Repubblica, io ne ho giocate tante, alcune le ho vinte ed alcune le ho perse, è una competizione bella dove noi daremo il massimo in senso assoluto, questo lo posso garantire da parte della proprietà e della società, è una competizione a cui teniamo tanto.

So che molti Sampdoriani non avrebbero piacere di andare a giocare una eventuale finale a casa della Roma o della Lazio, ne sono a conoscenza. Quelle sono situazioni che dobbiamo vedere successivamente. Le finali perse ti rimangono dentro.

Sono molto amico del DS dell’Atletico Madrid Andrea Berta, sono molto amico anche di Simeone e non ci hanno mai interpellato su Torreira. Che poi Torreira sarà un giocatore fortemente cercato perché molto forte, questo è certo. Però garantisco che non c’è niente, sono solo voci. Vogliamo essere competitivi, gennaio è un mercato di riparazione e, corna facendo, speriamo di non dover sostituire degli infortunati. Usciranno solo i giocatori insoddisfatti di quanto stanno giocando.

Le squadre di un tecnico che ha una forte identità come Giampaolo hanno soltanto margini di miglioramento, che sono quelli tecnici all’interno del campo. Poi tatticamente lui è talmente perfetto che la squadra può soltanto crescere. I cali, se ci saranno, potranno essere soltanto fisici.

Con il mister abbiamo un rapporto bello, il presidente ci parla quotidianamente come anche Osti, Romei ed io, perciò penso che fra noi c’è un’apertura talmente grande che ci dobbiamo dire tutto. Io sono convinto che lui abbia trovato un’identità all’interno della Sampdoria, è la società giusta, è la città giusta. Però non posso entrare nella sua testa e sapere quello che sta pensando. Posso solo confermare che lui sta benissimo, mi piace come uomo e come tecnico, una cosa molto importante è la lealtà, e lui è un uomo leale.”