Pozzi: "Quando non sei tranquillo la palla non la prendi mai, arrivano sempre prima gli altri e tu magari hai 300 presenze in più degli altri"
La rabbia agonistica e la voglia sul campo non mancano mai e proprio per questo, oltre ai gol realizzati, è entrato nel cuore dei tifosi della Samp. Ovviamente parliamo del nostro Nicola Pozzi, che sabato scorso ha anche indossato la fascia di capitano, causa l'indisponibilità di Daniele Gastaldello.
Intervenuto telefonicamente nel corso della trasmissione Gradinata Sud, in onda su Primocanale Sport, l'attaccante blucerchiato ha analizzato il momento della nostra Samp:
"Sicuramente il fatto di aver portato in squadra comunque giocatori importanti e magari con la testa libera, che quello secondo me era stato uno dei veri problemi che inconsciamente quando non sei tranquillo la palla non la prendi mai, arrivano sempre prima gli altri e tu magari hai 300 presenze in più degli altri.
Però questo non conta perchè se non sei tranquillo non riesci ad esprimere il tuo gioco, arrivi dopo sulla palla e, quando ce l'hai, non riesci a fare le giocate che magari hai nelle tue qualità. Poi secondo me un'altra cosa importante abbiamo trovato un'identità, abbiamo visto che abbiamo cominciato anche a giocare sempre allo stesso modo e quindi settimana dopo settimana i meccanismi incominci a capirli e a fare sempre le stesse cose e a imporre il tuo gioco.
Magari prima non c'era stata questa continuità anche nell'assetto durante la partita e che, secondo me, tante volte si sottovaluta però avere un'identità di squadra e sapere in campo a volte quello che devi fare è fondamentale.
Infatti se guardiamo domenica, può essere anche una dimostrazione, erano in dieci uomini loro dovevamo 'massacrare' gli avversari e andare a vincere la partita o per lo meno creare tantissime occasioni, appena abbiamo cambiato abbiamo creato meno del primo tempo e loro erano in dieci. È anche assurda come cosa se l'andiamo ad analizzare, però è la verita. Quindi dobbiamo anche essere più bravi ad adattarci, a partita in corso, ai cambiamenti.
I tifosi, o anche voi lo vedete, quando ci sono partite nervose si dice ' c'è Pozzi nervoso', magari vedete che urlo o che strillo, perchè io vivo il mio lavoro proprio come la mia vita e, insieme alla mia famiglia, è la cosa più importante perchè è da 5 anni che ho riposto tutto in questa passione.
Quando ti trovi ad arrivare in una squadra importante come la Sampdoria e purtroppo, probabilmente, in una delle pagine più brutte della storia recente e tu hai fatto parte di questo dentro non stai bene se ami questo lavoro e quindi è una sofferenza continua e sai che sei comunque in debito con tanta gente, con la società comunque con tutti, perchè abbiamo contribuito, non si può nascondere, a fare un disastro l'anno scorso e quest'anno nel girone di andata sappiamo che abbiamo fatto tanti errori.
Quindi la serenità, la tranquillità la trovi solo vincendo, che ti rende felice anche poi nella vita fuori dal campo perchè poi ci possono essere tutte le posizioni agiate che ha un calciatore ma se poi non sei felice e realizzato nel tuo lavoro vivi male. E io vivo così quando le cose non vanno bene".
