Pozzi: "Per me la Samp è sempre stata un punto di arrivo"
L'amore fra Nicola Pozzi e il mondo Sampdoria era nato già prima di quell'indimenicabile notte del 9 giugno del 2012, quando, sotto il nubifragio di Varese, nacque la leggenda di din-don. Un amore che va oltre i 20 gol che in quella stagione trascinarono la Sampdoria alla riconquista della serie che le spetta, un amore nato dal sudore, dalla grinta e dal cuore con i quali Nicola ad ogni partita onorava la maglia blucerchiata, dal primo all'ultimo giorno in cui l'ha indossata. Attualmente a Vicenza, dove sta recuperando da uno dei tanti infortuni che che ne hanno tristemente azzoppato la carriera, Pozzi ha parlato a La Repubblica, cominciando l'intervista con un vero e proprio inno all'amore per la Sampdoria:
"Per me la Samp è sempre stato un punto di arrivo. Insieme a Empoli, una grande famiglia che mi ha permesso di arrivare al Doria, è stata la tappa più importante della mia carriera. Fosse stato per me sarei rimasto per tutta la carriera a Genova, anche aspettando il mio turno in panchina".
Rimpianti? "Per la dirgenza di allora, che ora per fortuna non c'è più, il mio tempo era finito. Me ne sono andato perchè non volevo essere un peso per la squadra che amavo, come un danno per i tifosi blucerchiati. Non sempre le cose vanno come devono. Mi resta comunque un ricordo bellissimo, la conquista dei preliminari di Champions e soprattutto la risalita in serie A dopo la notte di Varese. A Genova sono nate pure le mie due figlie, quando saranno più grandi le porterò a vedere la città. Io comunque ho la coscienza a posto, ho sempre dato tutto per la maglia. E credo proprio che la gente non possa negarlo".
Come vede questa Sampdoria? "Non ha mai rischiato sul serio. nemmeno quando le cose andavano male. Ora ha preso Montella, fra i migliori che si potessero trovare in Italia, e da tifoso sono più tranquillo".
