Pozzi a 360° ribadisce: "La mia Nazionale è la Sampdoria"

Pozzi a 360° ribadisce: "La mia Nazionale è la Sampdoria"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Giacomo Morini
sabato 24 luglio 2010, 11:45News Doria
di Stefano Sommariva

Riscattato quest'estate dall'Empoli, Nicola Pozzi è adesso interamente un giocatore della Sampdoria. Ristabilitosi completamente dall'infortunio rimediato la scorsa stagione, il quale lo ha fatto stare lontano dai campi per molte partite del girone di ritorno, il gladiatore è deciso a fare bene, proprio come già ha fatto nella passata stagione, entrando subito nel cuore della Sud. Intervistato dal Corriere Mercantile, Nick parla della sua vita, da quando era bambino ad oggi, della sua carriera calcistica e delle sue sensazioni con la maglia blucerchiata, affermando di sentirsi in un sogno dopo che la società ha creduto in lui . Riportiamo di seguito l'intervista:

Pozzi, da dove comincia la sua storia?

"Da quella di un bambino che giocava"

Anche in porta?

"Anche in porta, fino a sette, otto anni. Ho provato dappertutto".

Fino a che ha cominciato a guardare la porta da un'altra prospettiva.


"Oggi proprio non mi vedrei portiere, sento che il mio ruolo sia questo".

C'è una persona determinante nella tua carriera?

"Difficile trovarne una. Tutto è partito da Castori che mi fece esordire a 17 anni nel Cesena in C1, davanti agli osservatori del Milan".

Un giocatore che avresti voluto essere?

"Da piccolo il mio idolo era Simone Inzaghi".

Oggi a chi vorresti assomigliare?

"Non guardo altri, solo me stesso, penso a migliorare giorno dopo giorno".

Il difensore più scomodo da incontrare?

"Direi Samuel. Ogni volta in cui ci ho giocato contro è sempre stata una battaglia"

Anche a San Siro qualche mese fa.

"Cose che fanno parte del gioco"

E i tuoi nuovi avversari negli allenamenti, Volta e Rossini?

"Giovani molto interessanti, con grande voglia di imparare e di emergere. Hanno buone doti e grandi margini di miglioramento".

Il goal più bello che hai segnato?

"Quando ero a Empoli contro la Roma, girata al volo di destro".

L'errore più grosso?



"Tendo a dimenticarli subito ma non credi di averne fatti tanti".

Quando hai capito che potevi essere importante per la Sampdoria?

"L'estate scorsa mi vollero a tutti i costi, anche se avevo altre offerte. E io comunque, volevo soltanto la Sampdoria".

Perchè c'era la possibilità di giocare con Cassano?

Questo dettaglio ha avuto il suo peso. Ma ero convinto si trattasse della società e dell'ambiente giusto per impormi".

Il momento più difficile della tua prima stagione doriana?

"Sapevo che all'inizio avrei avuto poche opportunità. Ma io ho un carattere positivo, non mi scoraggio mai".

Hai festeggiato il primo goal a Udine come se fossi a Wembley nel prossimo maggio.

"Per me segnare alla prima da titolare è stata una gioia immensa, il premio a tutti i sacrifici che avevo fatto aspettando la prima occasione. Quel goal valse una vittoria importante, in un momento decisivo".

Quando stavi diventando indispensabile ecco un infortunio. Meno grave di quanto fosse parso per fortuna.

"Ho la pelle dura ormai. Sono ancora giovane ma alle difficoltà mi ci sono abituato presto. Dopo la visita da Martens ad Anversa mi sono rinfrancato. C'era la possibilità di rientrare presto, perciò ho lavorato a fondo per rientrare per la fine del campionato".

A Palermo c'eri anche tu, per i 6 minuti finali ma c'eri.

"Che battaglia. E che gioia alla fine. A quel punto era davvero fatta. Noi in Champions con tutto quello che avevamo e che avevo passato. Il girone di ritorno è stata un'emozione ininterrotta, terminata con il trionfo".

Hai una collezione quasi perfetta di maglie azzurre, ti piacerebbe completarla?

"La mia Nazionale è la Sampdoria"

Conti i giorni che mancano alla Champions?

"Non li conto, ma a quell'appuntamento stiamo pensando giorno per giorno. Non vogliamo sbagliarlo".

Che cosa ti aspetti dal sorteggio?

"Ho visto che non ci sono squadre deboli perciò una vale l'altra. Dipende da noi".

Cosa daresti per un goal decisivo?

"Te lo dico dopo".