Per colpa di chi?

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© foto di Federico De Luca
giovedì 10 marzo 2011, 09:58News Doria
di Laura Ferrari

Bogliasco in questi giorni gode del favore del sole che sta baciando Genova da qualche giorno ma la nostra amata Samp non è li a beneficiarne. Partita alla volta della Borghesiana già da due giorni, sta allenandosi nel verde a ritmi serrati, lontana dal suo ambiente spera di ritrovare gli stimoli giusti per andare avanti, per disputare onorevolmente le ultime dieci partite che mancano alla fine di questo sciagurato campionato, le cui sorti rimangono tutt'ora aperte ma, vista la classifica, assai problematiche.
Questa è stata l'inevitabile conseguenza della partita contro il Cesena e che ha portato al clamoroso esonero di Mister Di Carlo.

Domenica non è stata solo la sconfitta a bruciare, ma il modo in cui l'abbiamo nuovamente ritrovata, senza cuore e senza nerbo. Una nuova scossa tellurica era in agguato, ma ragionevolmente questa nostra Sampdoria ora ha bisogno di nuova linfa vitale perchè non possiamo più avere tutta quella passività che si è vista in campo, non ce lo possiamo neanche più permettere. Con gli spalti gremiti, nonostante l'ora di pranzo, tutto il colore dei palloncini e bandierine, con questa passione che traboccava a mille, domenica si è perpetrato un tradimento, noi c'eravamo festanti e presenti come fosse la partita della vita e lo spettacolo che abbiamo dovuto osservare era quello di una squadra con l'encefalogramma piatto, senza idee e senza grinta che si è fatta trafiggere per ben tre volte in modo impietoso.

In questi casi, solitamente, sono gli allenatori a pagare pur non potendo essere gli unici responsabili. Di Carlo ha alcune attenuanti ma diverse responsabilità, il suo esonero è clamoroso perché la Società non aveva mai preso simile decisione in passato, pur in altri momenti difficili, ma non lo è affatto se si guarda ai numeri ed ai risultati. Mi è sempre parso come una persona squisita e mai sopra le righe, il Di Carlo uomo, e come tecnico cui tutto lo stadio chiede di andarsene, mi ha messo addosso una tristezza infinita. Gli sono state consegnate le chiavi di una squadra progettata per ben altre aspettative, ferita dall'eliminazione nei preliminari e ridimensionata a colpi di cesoia durante il cammino e che ora non crede più in se stessa.

Il nuovo Mister Alberto Cavasin, in conferenza stampa di presentazione, ha dato l'idea della concretezza e chi l'ha conosciuto personalmente lo indica come l'uomo giusto per tentare la tanta agognata svolta, e comunque  uno dei pochi disponibili al momento nell'accettare di indossare questa scomoda sfida. Più che al curriculum sarà importante vedere se riuscirà a tirare fuori il meglio da tutti e, anche senza tanti fronzoli, ridare una carica agonistica a questi ragazzi che sembrano essersi smarriti. Come sarebbe sbagliato affidarsi alla scaramanzia e vedere il nostro rendimento ragionando a dietrologie, inquadrare negli anni gemelli e nei giorni di chiusura di questi campionati lo spettro del baratro, altrettanto lo sarebbe lasciarsi andare al più profondo dei pessimismi.

Nessuno di noi lo ha mai nascosto, ad alcune dichiarazioni sono seguite mosse diverse e contrarie, son già sollevata che Edoardo Garrone nella sua lettera aperta presente sul sito ufficiale, abbia ammesso che certi errori sono stati commessi e che esiste il desiderio di continuare e di credere in un progetto. Si fa elogio ai noi tifosi, alla nostra diversità e la si definisce splendida; pur nelle diverse espressioni è proprio vero e lo stiamo dimostrando ogni volta che c'è bisogno di noi, ci siamo e ci saremo sempre per la Sampdoria, il futuro andrà valutato per quello che riusciremo ad ottenere sul campo e la stragrande maggioranza di noi è pronta alla lotta e non mollerà mai, fino alla fine.

Ora poco importano le colpe, i ds sportivi mancanti o i fantomatici disegni economici che ci vedranno interessati; noi vogliamo sostenere la nostra Sampdoria, amandola come non mai, vogliamo solo il suo bene, consapevoli che passa obbligatoriamente attraverso di noi. Forza Samp, ci devi credere anche tu, e questo già a partire da domenica prossima al Massimino di Catania.