Pellegrini: "Guai a scendere in campo molli e avviliti"

Pellegrini: "Guai a scendere in campo molli e avviliti"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
mercoledì 9 dicembre 2015, 10:32News Doria
di Roberto Lazzarini

Luca Pellegrini, leggenda della storia della Sampdoria con le sue undici stagioni in blucerchiato dal 1980 al 1991, di cui otto con la fascia di capitano, con la quale ha conquistato uno Scudetto, una Coppa delle Coppe e tre Coppe Italia, ora opininista sportivo a Sky, ha rilasciato un'intervista a La Repubblica:

Pellegrini, cosa sta succedendo alla squadra di Montella? "Mi sembra disorientata, confusa. Quello di Montella non è un calcio istintivo, ma pensato. Non chiede cose stupefacenti, paradossalmente è più semplice, possesso palla, passaggi corti, squadra che si muove sempre in avanti, ma sviluppato in maniera collettiva, non per singolo reparto e tantomeno a livello individuale. È coinvolgente, armonico e all'inizio può risultare complicato, visto che sono tutti protagonisti, compreso il portiere. In questo momento i giocatori faticano a recepirlo, e faticando tutti, sembrano alla deriva. La cosa positiva è che Montella sostiene di aver visto qualcosa di positivo. Poichè è bravo, la carriera parla per lui e sa quello che vuole, non resta che aggrapparsi alle sue parole e a avere difucia".

Ad essere messa in croce è soprattutto la retroguardia. "Ha un problema strutturale. Se vuoi aggredire alto, la difesa non deve staccarsi, per paura di essere attaccata alle spalle. Moisander e Silvestre tendono a stare vicini all'area, perchè non sono troppo veloci, ma con gli automatismi si può sopperire. L'importante è una difesa di squadra, su 3 o 4 linee, a seconda del modulo. La retroguardia va protetta, altrimenti subire tante reti è inevitabile".

Molti difetti. C'è almeno qualche speranza? "Assolutamente. È giusto mettere il dito sulla piaga e già che ci siamo aggiungo un altro problema, il fatto che la Samp storicamente non ha il combattimento nel suo Dna. Guai però a pensare che il destino sia segnato, a scendere in campo molli o avviliti. Ci vuole una scintilla, invertire la tendenza. Un'arma c'è, sono le idee di Montella. Se le assorbi, poi non ti fermi più".