Pedone: "Tante cose mi legavano alla Samp. Novellino mi ha influenzato di più"

28.05.2020 17:22 di Emanuele Massa   Vedi letture
Pedone: "Tante cose mi legavano alla Samp. Novellino mi ha influenzato di più"

Per tanti anni in blucerchiato da giocatore prima e da collaboratore tecnico e allenatore delle giovanili poi, Francesco Pedone ha rilasciato una lunga intervista al sito figc.it raccontando episodi della sua carriera tra cui naturalmente gli anni a Genova:

"Quando ho smesso ero alla Samp eravamo in Serie A, avevo anche altre richieste per giocare ancora in altri club anche dall'estero, però devi capire dentro di te quale sia la cosa migliore da fare, quella di smettere forse con il senno di poi è la scelta giusta. L'anno che ho smesso ho avuto subito la possibilità di iniziare una nuova vita come allenatore, sono stato chiamato a fare un altro ruolo. 

In quegli anni lì alla Samp c'erano Garrone, Marotta, Novellino, Asmini, persone importanti per me, li ho conosciuti molto bene in tanti anni della mia carriera. Per me è stata una scelta decisiva, grazie a loro il passaggio non è stato traumatico. Iniziare a lavorare con i grandi è stata una bella esperienza, mi ha permesso di essere responsabile fino a un certo punto, essere in uno staff vuol dire che le competenze sono più specifiche per un allenatore.

Novellino è l'allenatore che mi ha influenzato di più perché sono stato tantissimi anni con lui sia da giocatore sia poi nel suo staff, importantissimo per me. A lui riconosco la grande capacità di dare intensità alle sedute di allenamento, riesce a trovare le chiavi per far sì che tu riesca a dare sempre quel qualcosa in più sotto l'aspetto caratteriale oltre che dell'organizzazione del gioco. Riusciva sempre a tenere la squadra sulla corda senza cali di tensione.

Gli anni alla Samp erano diventati tanti, quasi 13, prima da giocatore poi da allenatore, prima squadra poi settore giovanile. Quando stai tanti anni in un club è normale che senti delle cose differenti rispetto ai club dove stai poco, emozioni, sentimenti d'appartenenza all'ambiente, alla tifoseria. Erano delle chiavi importanti nel rapporto che ho avuto con la Samp. Non a caso la mia famiglia si è trasferita a Genova. 

C'erano tante cose che mi legavano a questa società, poi in quegli anni avevo fatto bene anche sotto l'aspetto dei risultati, sia da giocatore che quando ho cominciato ad allenare. L'ultimo anno addirittura portai la Primavera dopo tanti anni alle Final Eight, fu un anno molto positivo, tanti ragazzi uscirono da quella squadra nel professionismo. La Juve fu una chiamata un po' a sorpresa".