Paoletti: "Alla Sampdoria non avrei avuto troppo spazio. A Genova era come stare a casa"
Flavio Paoletti ha raccontato a tuttomercatoweb.com i primi mesi al Karagumruk dopo aver lasciato la Sampdoria.
Il suo è il percorso inverso rispetto a Pirlo e Ricci. Com'è stato lasciare la Sampdoria?
“Avevo esordito con il Napoli in casa in campionato, una decina di minuti. Poi due-tre giorni dopo ero titolare a Firenze in Coppa Italia, emozioni bellissime. Ho iniziato in Primavera, man mano si è creato tutto. Dopo sono rimasto con la prima squadra fino a fine anno, un viaggio stupendo. Io ed altri della Primavera, durante la pausa del Mondiale e in un ritiro proprio in Turchia, siamo stati aggregati. A Sassuolo la prima panchina, mi sono scaldato senza entrare ma ho capito che poteva esserci un’occasione davanti".
Ora si trova nel Karagumruk degli italiani (Ceccherini, Biraschi, Veseli, Sturaro, Rohden, Eysseric, Lasagna, Yalcin). “Siamo un bel gruppo, io sto sempre con loro. Parliamo italiano, ci troviamo benissimo. Mi hanno accolto bene, loro sono più formati e io più ragazzo: scherziamo, mi prendono anche in giro ma lo fanno a fin di bene. Al termine dello scorso anno non avrei mai immaginato un trasferimento del genere, poi però mi sono reso conto che alla Samp non avrei avuto troppo spazio. Abbiamo cercato una buona soluzione per il mio futuro, si è presentata quest’occasione. Ero entusiasta, sicuro, ma all’inizio anche un po’ dispiaciuto: alla Samp mi sono sempre trovato benissimo, da quando ho 14 anni sono lì. Stare a Genova era come a casa, avevo tantissimi amici. Però sono molto contento qui e come sta andando, anche se non ho ancora giocato troppo. Però sono sicuro che più in là arriveranno le presenze, deve essere così”.
