Okaka: "Resto qui al 100%. Non sono il nuovo Balotelli, sono Stefano Okaka"

Okaka: "Resto qui al 100%. Non sono il nuovo Balotelli, sono Stefano Okaka"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
sabato 13 dicembre 2014, 09:28News Doria
di Diego Anelli

Stefano Okaka ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano La Stampa, della quale vi riportiamo un estratto. Il grande rendimento della Sampdoria, l'esplosione personale in blucerchiato, il futuro, il rapporto con Sinisa Mihajlovic, l'argomento Nazionale sono alcuni dei numerosi gli argomenti trattati, ovviamente partendo dalla sfida allo Juventus Stadium:

"Grande partita, grande avversario. E che carica giocare allo Stadium, dove loro vincono da tantissimo tempo. Il favore però spero di farlo a me stesso (sulla speranza della Roma di accorciare sui bianconeri, ndr)".

Stefano Okaka ha descritto il segreto dell'avvio di stagione e le qualità del tecnico serbo: "La fame, vogliamo stupire, non ci accontentiamo. Mihajlovic è un tecnico di carattere, ha grande energia e la trasmette, credo che in campo si veda".

Inevitabili i riferimenti al futuro: "Juve? Sto bene alla Samp. La lettera ai tifosi? Per chiarire che resto qui al cento per cento".

Il bomber blucerchiato si è inoltre soffermato sull'argomento razzismo, partendo dalla sua frase "Se fossi bianco sarei più considerato": "Dicevo in generale: essere di colore, essere straniero e crescere in un altro Paese comporta che devi rimboccarti le maniche dieci volte tanto. La sera tardi io e mia sorella eravamo orgogliosi di aiutare mia madre che faceva la bidella e puliva piscine o scuole, i miei non ci hanno mai fatto mancare nulla. Fuori c'è più razzismo che nel calcio. Non sono il nuovo  Balotelli, sono Stefano Okaka. Siamo amici, a Mario auguro tutto il bene ma ciascuno fa il suo percorso. La Nazionale è il massimo, segnare con quella maglia è il sogno di tutti e io l'ho realizzato. Ho chiuso il cerchio ma sono sicuro che è solo l'inizio di tante altre esperienze. Nonostante le mie origini, con la Nigeria mi sarei sentito un po' straniero. Ho detto no: non conosco la loro cultura, la lingua, nulla di quel Paese".

Non poteva mancare un omaggio al Presidente Ferrero: se la Samp fosse un film? "Fuga per la vittoria".