Okaka: "Domenica siamo rientrati comprendo meglio il campo e la partita è cambiata"

Okaka: "Domenica siamo rientrati comprendo meglio il campo e la partita è cambiata"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
martedì 11 marzo 2014, 10:16News Doria
di Andrea Piras

L'attaccante blucerchiato Stefano Okaka ha parlato del suo momento nel corso di un'intervista rilasciata al quotidiano La Gazzetta dello Sport:

Mihajlovic ha detto di lei: "Okaka è come il protagonista del Miglio Verde, il nostro gigante buono".
"L'ho visto: Michael Clarke Duncan interpretava un ragazzo fisicamente molto dotato. Io sono molto più tranquillo di quel personaggio".

Stefano Okaka, con il Livorno lei ha ribaltato la gara in campo, il mister l'ha fatto nell'intervallo. Ai giornalisti ha detto che vi ha raccontato barzellette.
"Ha avuto una grande intuizione tattica. Siamo rientrati comprendo meglio il campo e la partita è cambiata. Dobbiamo dirgli grazie, io per primo. Mi hanno voluto qui, insieme a Osti".

Ha avuto ottimi maestri, prima di Sinisa.
"Oltre a Bruno Conti che mi portò alla Roma con la famiglia cambiandomi di fatto l'esistenza, devo citare Alberto De Rossi e Spalletti. Sono stati importanti nella mia crescita".

Okaka super, ma papà Austin e mamma Doris erano atleti. Merito dei geni. I successi nella pallavolo di sua sorella gemella lo confermano.
"Papà giocava attaccante, mamma correva i 100 metri, ma non a livello professionistico. Poi, quando sono arrivati in Italia (dalla Nigeria: era il 14 agosto 1980, ndr), siamo nati noi e da quel momento in poi hanno fatto i genitori a tempo libero".

Lei è stato un talento precocissimo: a 16 anni, un mese e 21 giorni contro l'Aris Salonico è diventato il più giovane calciatore di una squadra italiana nelle coppe europee. Però ha detto: "Se sei giovane, devono darti possibilità di sbagliare".
"Non tutti nascono Totti, Messi, o Cassano, che a 18 anni facevano cose che non riescono ad altri. Per maturare servono tempo e partite. Io ho fatto i miei errori: forse non affrontavo il mio lavoro come ora al cento per cento, non ero concentrato esclusivamente sul calcio. Ma è anche vero che la maturità porta con sè l'equilibrio".

Ha dovuto fare spesso i conti con il razzismo. A Firenze tirarono degli oggetti a lei ed a Dacourt. E un giorno, preso di mira dai cori ad Ascoli, andò ad esultare sotto la curva dei tifosi di casa. E poi spiegò: "Sono ignoranti, non sono razzisti".
"Il razzismo è assolutamente inconcepibile. I bambini non nascono razzisti, lo diventano perchè così vengono educati. Sarenne come vivere in Alaska e odiare la neve. Nel 2014 una cosa del genere non può esistere".

Lei conosce bene Balotelli. Con lui il discorso è diverso?
"Mario è un personaggio ed è pure un giocatore forte. A volte non lo beccano per il colore della pelle".

Benedetta Samp, ma cos'era accaduto a Parma?
"Un problema loro. Mi sono sempre comportato da professionista, eppure sin da luglio ci sono stati problemi. Non ho mai avuto considerazioni, e non ne comprendo i motivi".

Per fortuna c'era Cassano.
"Un fratello maggiore, mi teneva su di morale, si è messo a mia disposizione cercando di aiutarmi. Posso solo dirgli un grande grazie. In carriera, Antonio ha raccolto meno di quanto avrebbe meritato".

Nel calcio, però, oltre all'ex sampdoriano ha altri due amici a dir poco speciali.
"Totti e De Rossi. Con Daniele avevo legato molto all'epoca della prima squadra, forse perchè pure lui proveniva dalla Primavera e quindi mi aveva dato una mano. Il rapporto con Francesco è stato straordinario. L'ultima volta, all'Olimpico, era infortunato, ed è venuto a salutarmi negli spogliatoi".