Non sarai mai sola...
Quando la Sud intona le note della canzone di Fausto Leali, dichiarazione pubblica ai colori blucerchiati, non lo nascondo mi viene la pelle d'oca. Domenica sera la Samp ha strappato un buon pareggio contro i giallorossi, ma i vincitori siamo stati ancora noi tifosi.
Dopo risultati non positivi, il pubblico si è ancora una volta distinto per il suo attaccamento ai questi magici colori, senza neanche fischiare o contestare per un solo secondo, solo cori d'amore verso una signora che ha più di 60 anni, ma è ancora (e sempre resterà) una regina sotto i riflettori.
Mi viene da pensare a tante cose vedendo questi esempi di civiltà da parte nostra; immagino che sarebbe successo in un'altra piazza che non sia Genova sponda Samp, cosa sarebbe successo dopo le ultime apparizioni. Probabilmente sarebbe scoppiata la contestazione, fischi a raffica, tifosi al campo di allenamento. Per saperne di più forse basta vedere cos'è accaduto la settimana scorsa non lontano da noi, precisamente a 130 km più a nord.
Come ben si sa, la nostra tifoseria combatte le nuove restrizioni, non introducendo all'interno del Ferraris nessuno striscione. Da notare le uniche due scritte che sono state esposte domenica: nella Sud “Non sarai mai sola” e nei Distinti “Remiamo tutti nella stessa direzione”. Segno che siamo stretti intorno alla squadra, come la stessa squadra si è stretta attorno a se stessa a fine partita. E in quell'immenso abbraccio ci siamo ritrovati anche noi, i 25mila (tifoso più, tifoso meno) che combattevano il freddo per starle accanto.
Domenica prossima c'è una trasferta delicatissima come quella di Livorno e so per certo che l'apporto dei ragazzi della Sud, formato trasferta, non mancherà, cercando come sempre di trasformare con la voce un incontro in trasferta in un match casalingo. Siamo fatti così, amiamo in maniera passionale, sappiamo gioire alle vittorie e sappiamo stare vicino ai ragazzi nei momenti di difficoltà, senza fare drammi e portando il nostro apporto alla squadra. Chi non accetta queste condizioni, mi dispiace, tifi per le cosiddette “big”.
Noi siamo quelli che orgogliosi indossano i colori della nostra squadra senza problemi, anche dopo una sconfitta cocente come il derby; noi siamo quelli che sul 5 a 1 a Torino abbiamo cantato; noi siamo quelli che sullo 0 a 5 per il Milan due anni fa, sventolavamo le nostre bandiere. Noi siamo quelli che mi faranno sempre dire: “Ragazzi, noi siamo noi e loro sono loro”. Noi siamo quelli che non la smetteranno mai di urlare per l'U.C. Sampdoria.
