Non perdiamo la bussola

Non perdiamo la bussolaTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
giovedì 30 settembre 2010, 09:00News Doria
di Laura Ferrari

Non so se è l'Europa a mettermi di buon umore o se, nonostante l'attualità, mi è rimasta una certa vena di leggerezza, quella che mi ha sempre evitato, in questi anni altalenanti, di stracciarmi le vesti e di intravedere sempre un po' di rosa anche in quello che sembra un grigio uniforme.

Proprio per questa sorta di vaccino che ha maturato i suoi effetti nel tempo, magari si brontola terribilmente al momento, ma si guarda subito avanti, con rinnovato ardore verso la prossima partita; tra poche ore ospitiamo il Debrecen, per la seconda partita del nostro girone di Europa League. E' un match molto importante, e senza tanti giri di parole è da non prendere assolutamente sottogamba, un risultato più che positivo ci metterebbe abbastanza al sicuro, visto che già la parola Metalist ci favorisce un certa inquietudine.

C'è molta curiosità di vedere questa partita, oltre che per la personale passione sportiva, anche per capire come la nostra Samp abbia metabolizzato questi giorni post Udinese e con quale assetto si presenterà sul campo. Scherzandoci un po' sopra, visto che proprio recentemente ha fatto notizia il modo poco edificante con cui, all'estero, continuano spesso a vedere noi italiani, almeno gioca in nostro favore il fatto che siamo ottimi conoscitori di cucina e, soprattutto di calcio, e anche qui la fila di aspiranti tecnici e allenatori che promettono di fare sempre meglio dei titolati è incalcolabile, come sempre, del resto, quando si profila qualche difficoltà.

Chi ha visto tutta la partita contro l'Udinese, non solo gli highlights, ed era allo stadio come me, di sicuro ha visto un po' di confusione in campo. Era attendibile che i nostri avversari si sarebbero presentati stile bunker, quasi inespugnabile nonostante l'impegno. Quella palla non voleva proprio saperne di entrare, mister Di Carlo, credo che di moduli ne abbia tentati parecchi, ma lo scarno pareggio a reti inviolate non è mutato. Partita onestamente bruttina, ma può capitare.

Quello che maggiormente ha impensierito, proprio perché non è solo un inedito di quest'anno, è la mancanza di idee e il non aver ancora una identità di gioco redditizia, se non per tratti di tempo limitato, che permetterebbe, con il nostro organico, di imporre il nostro gioco e non di subirlo. Non sono nella categoria di cui sopra, però anche l'occhio non professionale si accorge che qualsiasi modulo ha una resa inferiore se chi lo pratica non è in forma fisica ottimale, o non è disposto nel modo in cui le sue caratteristiche personali vengono esaltate.

Dispiace per il Pazzo che, avendo pochi palloni giocabili, era deluso al momento della sostituzione, come del resto Fantantonio che è tornato ad essere l'eccellente ingabbiato e spesso ambedue caricati in modo assai duro. Il terreno di gioco simile alla gomma da masticare non facilitava comunque a nessuno il compito di stare in piedi.

Ovviamente, sommando i nervosismi non si fa molto cammino, dagli errori si impara e la memoria in questo ci deve aiutare. Le parole del nostro Capitano Angelino, dopo la partita, volevano andare sicuramente in questa direzione. Si può fare certamente meglio e dare tutti di più, e lui non si è certamente tirato indietro, non lo ha mai fatto, è il miglior motivatore del mondo. Quello che invece dà un po' di fastidio è come si faccia in fretta a cambiare parere dall' esterno e vedere tutto nero dopo poche partite un po' sottotono, maggior equilibrio servirebbe anche a noi.

Contro gli ungheresi rivedremo Damian, che sembra perfettamente recuperato, ancora out ma finalmente buone notizie anche per Andrea Poli, il nostro campioncino che solo la sfortuna dell'infortunio è riuscita a fermare, speriamo che torni presto. Magari, finora, non è girata come avremmo voluto, ma il bello è che c'è sempre l'occasione per poterci rifare, e tra poche ore ce n'è una veramente da non perdere..forza Samp!