Non ci resta che il derby

Non ci resta che il derbyTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
giovedì 16 dicembre 2010, 17:06News Doria
di Federico Cabella

Arrivato dicembre, è giunto anche il tempo dei primi bilanci: tutti, credo, siamo convinti dell'eccezionalità della scorsa stagione e dell'irripetibilità di certi risultati. Pertanto fare paragoni con quanto ottenuto lo scorso campionato sarebbe poco produttivo, oltre che frustrante. Resta il rammarico (occorrerà molto tempo ancora per sanarlo) per non aver saputo sfruttare appieno la possibilità di entrare nell'Europa che conta. Occasioni come queste non capitano tutti gli anni e l'impegno andava onorato sicuramente con una maggiore profusione di forze. Il ritorno economico e mediatico avrebbe lautamente ricompensato gli sforzi effettuati.

Dal punto di vista del gioco espresso dalla squadra ritengo questi primi mesi di campionato del tutto insoddisfacenti. D'accordo che, nel medesimo periodo dello scorso campionato, non ce la passavamo ugualmente tanto bene, d'accordo che da un punto di vista del punteggio non stiamo disputando una stagione inferiore alla media delle precedenti, tuttavia la squadra ha subito un vistoso calo di brillantezza e fantasia che riduce le speranze di vedere un sensibile miglioramento dei risultati nel girone di ritorno. Calo che non può essere imputabile alla sola assenza di Cassano ed i cui sintomi si vedevano già in precedenza.

Caso Cassano che, appunto, se da una parte ha avuto l'indubbio merito di compattare la tifoseria al fianco del presidente, salvo poche eccezioni, tuttavia rappresenta l'ennesimo capitolo di un autunno da dimenticare. D'altra parte le voci di ulteriori epurazioni si susseguono, anche nelle ultime ore, e, vere o false che siano, dimostrano come l'ambiente riscontri sempre maggiori difficoltà nell'allontanare la squadra da pressioni e problemi in modo che ognuno sia messo nelle condizioni migliori per lavorare.

Un buon cammmino in Europa League avrebbe potuto costituire un degno riscatto alle troppe delusioni patite dalla tifoseria: a differenza della precedente esperienza in Europa, due stagioni fa, la rosa sembrava maggiormente completa e competitiva. Fallito il passaggio del turno, si è palesata l'inesperienza e la debolezza di una squadra giovane e forse ancora immatura, i cui giovani ad inizio stagione avevano impressionato per vigore e sfrontatezza ma che forse, col senno di poi, avrebbero necessitato di un'ulteriore tappa nel processo di maturazione, prima di presentarsi pronti per gli appuntamenti che contano.

Seguo con passione le vicende della formazione Primavera, una squadra capace, negli ultimi tempi, di regalare grandi soddisfazioni ad una società che investe nei giovani e porta avanti un progetto di crescita fondato sulla ricerca e maturazione di talenti grezzi. Dopo annate di vacche grasse devo ammettere, purtroppo, che la squadra allestita quest'anno non sembra in grado di competere ai massimi livelli e continuare il percorso intrapreso dai compagni delle leve precedenti.

Analizzando i dati in possesso di tifosi, come me, esclusi dalle dinamiche aziendali, pare che il progetto societario abbia subito un brusco arresto (sul più bello, per di più) e la Sampdoria sia sprofondata nel caos mediatico, perdendo quelle caratteristiche di serenità e lungimiranza che l'avevano contraddistinta fino a questo momento. In attesa di riprendere il discorso interrotto, mi auguro che la squadra si impegni al massimo per aggiudicarsi il derby, l'ultima soddisfazione da richiedere ad un anno, il 2010, che nei primi mesi ci ha regalato un sogno, vanificato, a distanza di pochi mesi, da un risveglio forse anche troppo brusco.