Mihajlovic: "Quando ho tempo libero vado a vedere allenatori che hanno fatto la storia del calcio"
Sinisa Mihajlovic, intervenuto alla trasmissione Tiki Taka in onda su Italia 1, ha parlato della sua esperienza da allenatore e del proprio passato. Ha poi cercato di spiegare cosa è successo nella partita contro la Fiorentina dove è stato espulso dall’arbitro per proteste. Ecco quanto evidenziato da sampdorianews.net:
“Io penso che uno deve sempre cercare di migliorarsi. Io faccio questo lavoro da 7 anni, due anni il secondo, poi a Bologna, a Catania, in Serbia, alla Sampdoria, ma cerco sempre di aggiornarmi e migliorarmi. Quando non lavoro e ho tempo libero giro e vado a vedere allenatori che hanno fatto la storia del calcio. Bisogna migliorarsi, non accontentarsi mai e fare al meglio il proprio lavoro”
“E’ difficile spiegare la guerra perché magari voi l’avete sentita dai propri nonni ma una cosa è vederla e una è sentirla sulla propria pelle. Non lo auguro a nessuno e dopo due guerre qualsiasi cosa succeda nella vita sei preparato a tutto perché niente può essere confrontato a ciò che hai vissuto. Mi è servito a non arrendermi mai”
“Bisogna sempre mantenere un certo equilibrio in campo, poi nello spogliatoio è un’altra cosa se riesci e io ieri non ce l’ho fatta a mantenere un certo aplomb. Ho fatto qualcosa che non fa piacere.”
“Come ho detto ieri sono uno dei pochi che non commenta mai le decisioni arbitrali. Li difendo ma non hanno bisogno di essere difesi perchè sono i migliori in Europa ma ieri mancava un minuto alla fine, mancava un fallo laterale, sono andato da Russo e per non dire parolacce ho detto “ che cavolo ci fai qua” ma sarò stato buttato fuori per il modo in cui l’ho detto. Chiamavo Russo e faceva finta di non sentire e l’ho preso per il braccio per dire che il fallo laterale era nostro.”
“Se dovessi ritrovare lo stesso arbitro un’altra volta mi squalifico da solo, non mi presento in panchina anche se è contro il regolamento perchè non mi sembra giusto.”
“Io non voglio mai dare alibi ai giocatori perché è la cosa peggiore che può succedere. Bisogna prendersi le proprie responsabilità”
