Mihajlovic: "Avevo un grande debito di riconoscenza verso la Sampdoria. Boskov un secondo padre"
Sinisa Mihajlovic, nel corso della lunga intervista rilasciata a Mister Condò in onda su Sky Sport, ha avuto l'occasione per soffermarsi sulle due esperienze in blucerchiato tra campo e guida tecnica:
"La Sampdoria ha rappresentato una tappa importante nella mia carriera, in quanto ha creduto nelle mie qualità e mi ha fornito l'opportunità per riscattarmi. In blucerchiato ho trascorso 4 anni bellissimi, ho avuto la fortuna di conoscere grandi persone, giocatori di alto livello e un allenatore di grande spessore: Eriksson. In quel periodo ho iniziato ad essere utilizzato nel ruolo di difensore centrale, fu una vera e propria invenzione di Eriksson, grazie alla quale ho potuto prolungare la carriera.
Avevo un grande debito di riconoscenza nei confronti della Sampdoria, infatti quando mi ha chiamato il club blucerchiato in qualità di allenatore ero deciso a tornare avendo la volontà di saldare il mio debito nonostante avrei potuto restare a guidare la Serbia. Ho riportato la Sampdoria dove merita".
Inevitabile un riferimento a Vujadin Boskov: "Il mio arrivo in Italia lo devo alla Roma, purtroppo non sono mai riuscito a dimostrare in pieno le mie qualità in giallorosso, accettai il trasferimento proprio per la presenza di Boskov, lui era uno spettacolo. Provo ancora emozione a parlarne, per il sottoscritto era un secondo padre, era un uomo dotato di enorme furbizia e altrettanta intelligenza. Era bravo a far credere ai giocatori che facessero sempre quello che volevano, in realtà facevano esattamente come voleva lui".
