Michieli: "Il Medio Evo della Sampdoria di Mantovani e Garrone e il Rinascimento ferreriano"
Maurizio Michieli ha dedicato un lungo editoriale sulle pagine di primocanalesport.it dedicato alle odierne dichiarazioni del Presidente Massimo Ferrero. Ne riportiamo una parte:
"Anche prima non era tutto oro ciò che luccicava e chiunque abbia guidato la Sampdoria dal 1946 al 2014 ha commesso (anche) degli sbagli. Ma lo spirito guida è sempre stato quello del bene, del rispetto, della delicatezza verso questa creatura e i suoi tifosi.
Parliamo di persone che alla Sampdoria hanno dedicato se stessi, hanno impegnato risorse, profuso passione e che adesso vengono dipinte, dal loro successore, come personaggi da Medio Evo, a fronte di un rinascimento ferreriano descritto come "ho fatto" e in realtà caratterizzato da "pagherò".
Mi rendo conto che è difficile spiegare a Ferrero che la Sampdoria era dignitosa e amabile e rispettabile e adorabile persino quando a Bogliasco i cancelli erano davvero penzolanti e le docce funzionavano così così. Ci si allenavano gli Arnuzzo, i Ferroni, i Chiorri, i Tuttino, i Re, i primi "idoli", per esempio, di chi scrive.
E magari chissà come era prima ancora. Poi è arrivato, come un dono inaspettato e persino troppo generoso per chi non pretendeva tanto, Paolo Mantovani. E dopo di lui il figlio Enrico, che raccolse l'eredità più dura della storia blucerchiata. E dopo ancora Riccardo Duccio Garrone, che con il sigaro stiracchiato tra le labbra non ci pensò un attimo a trascurare il golf e la caccia per consacrarsi alla "ballerina malata" e da lui adottata con amore.
E dopo il figlio Edoardo, che non esitò a investire 40 milioni per riparare al danno della serie B, maturato come un frutto sgradevole al termine di un ciclo straordinario e con il padre Duccio a fine vita.
Quindi, Ferrero. A cui Edoardo, pressato da ambiente e famiglia e fidandosi forse troppo di qualcuno, ha elargito la Sampdoria, salvo poi pentirsene al punto da adoperarsi, anche oltre i propri limiti, per restituirla ai sampdoriani attraverso colui, oggi l'unico, che potrebbe davvero suturare la ferita e avviare il Rinascimento blucerchiato, Gian Luca Vialli.
Rinascimento con la R maiuscola. Perché GLV, al di là di "come" farebbe alla guida della Samp, saprebbe sempre "come" trattarla. E di fronte allo scempio storico a cui abbiamo assistito oggi, fortunamente da lontano, sarebbe la cosa più importante".
