Mal di testa

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© foto di Alessandro Pizzuti
domenica 17 gennaio 2010, 20:46News Doria
di Corrado Camera

Dallo stadio sono uscito con la faccia scura, molto scura. Ora, dopo un paio d’ore abbondanti, riesco a pensare alla partita in maniera più obiettiva e devo dire di essere contento di non essermi lasciato andare ai fischi verso la squadra. La prestazione non è stata certo esaltante, per usare un eufemismo, ma quantomeno ho visto la voglia di provarci fino al fischio finale. La rovesciata di Pazzini, la palla della vittoria sulla testa di Rossi e l’inserimento di Poli su assist di Cassano, vanificato dall’intervento di Mannini, episodi accaduti tutti oltre il quarantesimo del secondo tempo lo stanno a dimostrare.

Delneri, nell’intervista del postpartita ha parlato di mancanza di serenità che porta a giocare con fretta e quindi a fare errori. Vero, ma questa mancanza di serenità da dove viene? Una squadra che nei primi dieci minuti non fa vedere palla agli avversari, perché oggi io nei primi dieci minuti ho visto solo la Sampdoria in campo, non può farsi spaventare da un goal frutto di un episodio con altri ottanta minuti ancora da giocare. Dopo la rete subita, per tutto il resto del primo tempo, non si è vista nessuna occasione ad eccezione del rigore (41’).

Il problema è indubbiamente di testa. Spiace doverlo dire ma questa squadra ha poco carattere. Le cinque sberle di Torino, il derby, la riscossa (?) di San Siro con il Milan sono solo gli esempi più eclatanti. Nei momenti topici, nelle partite più attese, quando c’è da dimostrare qualcosa, spesso la Sampdoria viene a mancare, si perde, non riesce a giocare il suo calcio.

Il problema è indubbiamente evidente e sta ad allenatore, giocatori e società risolverlo. Quello che noi possiamo fare e che sappiamo fare bene è incitare la squadra dal primo al novantesimo minuto, anche perché, che si giochi bene o male, che si vinca o che si perda, è sempre una felicità seguire il Doria.