Ma quanto tempo... e ancora...

Ma quanto tempo... e ancora...TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
venerdì 11 settembre 2009, 08:24News Doria
di Laura Ferrari

Fortunatamente domenica riprende il campionato, dopo la sosta forzata per gli impegni della Nazionale. Per tenere sempre vivo l’interesse e per nascondere con un po’ di fumo evidenti carenze di gioco del gruppo azzurro, impegnato nelle qualificazioni ai Mondiali 2010, si è assistito al riacutizzarsi del tormentone “Perché Cassano no?”. Tutto un via vai di sondaggi televisivi, televoti, sms, interviste a politici e sportivi ancora in attività e non, giudizio finale sorprendentemente unanime: talento incredibile, ma le decisioni le prende Lippi e non si discutono.


Sia chiaro, Marcello Lippi, adorabile quando giocava nella Samp del passato, è un serio e rispettabilissimo professionista che ha deciso di affidarsi alla solita “vecchia guardia” ormai collaudata inserendo poche figure nuove e, come tutti (o quasi) gli esseri umani, farà delle scelte e se ne assumerà le responsabilità. Trovo un po’ inutile questo continuo assillo multimediale, anche quattro anni fa la Nazionale partì tra mille polemiche, esprimendo un gioco poco convincente durante le partite di qualificazione, allenandosi tra i fischi del pubblico, scosso dai fatti di “calciopoli” che vedeva in loro un gruppo di potenziali raccomandati, poi la vittoria finale ai Mondiali ha archiviato tutto e anche chi fischiava si è messo a saltare.


Lippi ha le sue idee ed è legittimo che le sviluppi, tanto è evidente che tra lui e Antonio non ci sia feeling da tempo, i motivi possono essere squisitamente personali e nulla c’entrano con il gioco, anzi sapendo quanto è in grado di crearne, forse se lo tiene ben lontano per non turbare i protagonismi dei suoi prescelti. Che dire, allora, del Pazzo Pazzini? Gli osservatori lo inseguono, ma forse lui va troppo veloce per loro, o di Angelo Palombo, convocato qualche volta ma già fatto accomodare in tribuna? Mentre ragionevoli dubbi ci assalgono, consoliamoci in chiave blucerchiata; Antonio sta bene, sente il calore e l’affetto del nostro popolo e dei suoi compagni, grazie a questo può esprimersi al meglio deliziando lo stesso l’intera nazione. Non gioverebbe a lui, né tantomeno a noi, essere convocato a furor di popolo in Nazionale, e magari diventarne il capro espiatorio se dovesse andare male.

Abbiamo, quindi, tutte le carte in regola per stare sereni, in campo e fuori, anzi veramente una carta ci mancava, ma provvederà la politica a farcela avere, ed è quella del tifoso: l’ultima pensata per eliminare la violenza negli stadi, una tessera magnetica con fotografia, che ci verrà data solo quando la Questura giudicherà se stiamo stati bravi e disciplinati durante la nostra vita da tifosi e se siamo meritevoli di entrare ancora in uno stadio. Ma se i violenti rappresentano una minoranza, perché non si è in grado di fronteggiare il problema, magari con controlli più mirati, invece di prendere in ostaggio una maggioranza, composta da tifo organizzato, trasparente, e da innocue famiglie?


Spesso mi sono chiesta il perché di dover lasciare all’ingresso dello stadio il succo di frutta e poi vedere altrove che entrano anche i petardi. Scusate, perché non richiedere anche noi la “carta del politico”, a garanzia che certe idee siano veramente in buona fede e “superparte” e non sposate a qualche strano disegno che ci preferisce tranquilli davanti alle tv a pagamento e sempre in meno allo stadio... allora domenica andiamo, Bergamo ci attende..