LEI VIAGGIA SPESSO PER L'EUROPA: "Rimettiamoci in marcia. La realtà oggi si chiama Sassuolo"

LEI VIAGGIA SPESSO PER L'EUROPA: "Rimettiamoci in marcia. La realtà oggi si chiama Sassuolo"
venerdì 6 febbraio 2015, 09:46News Doria
di Laura Rossetti

La carrozza è la numero cinque, quasi sempre è la numero cinque. Un numero che mi riporta al calcio "antico"; quello delle maglie dall'uno all'undici (la 5 era sempre di un difensore), quello delle pagine dell'album Panini che non andava cambiato ogni sei mesi, delle partite la domenica pomeriggio. Il calcio dei giocatori simbolo, degli stadi pieni e della Coppa Italia che, ancora, era un trofeo ambito.

Credo che manchi a tanti il vecchio gioco del pallone, e che tutti questi caos di calciomercato, prestiti onerosi o con diritto-obbligo di riscatto, regole cambiate ogni dieci minuti e maglie da gioco improponibili, stia cominciando a stufare, piano piano, tutti.

È finita lunedì sera, finalmente, anche questa sessione di mercato invernale; ora si può, e si deve, tornare a pensare al calcio giocato, quello che, si spera, sia rimasto più autentico.

Autentica come  la passione dei tifosi che si lasciano investire, anche da un giorno all'altro, da sentimenti contrastanti. Dall'entusiasmo per l'arrivo di Correa, Muriel ed Eto'o, alla preoccupazione per ciò che è successo lunedì tra Sinisa e il camerunese. Dalla smania elettrizzante di vedere in campo il nuovo 99, alla  delusione e incredulità per lo schiaffo a mano aperta, rimediato all'Olimpico di Torino.

Il calcio è anche questo. Un insieme di sensazioni che, positive o negative possano essere, restano pur sempre emozioni e tengono vive l'amore per questo sport. Ora che qualcuno si è divertito e distratto con voci di mercato, scoop veri o presunti, è ora di tornare ad una realtà che, oggi, si chiama Sassuolo.

La Samp è chiamata, con o senza Eto'o, a riscattare la débâcle di Torino, deve rimettersi in marcia esattamente come questo treno, un intercity numero 651, carrozza 5, che fa pochissime fermate e ti porta dritto alla meta. Non ci si può fermare proprio ora che avevamo imboccato il giusto binario. Ho scelto di viaggiare in intercity, ho scelto la Sampdoria... A buon intenditor...