Le parole sono pietre

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© foto di Federico De Luca
giovedì 14 aprile 2011, 08:12News Doria
di Laura Ferrari

Nelle situazioni difficili le parole spesso hanno una risonanza diversa da quella che avrebbero in condizioni normali. Filtrate dallo stato d'animo o dal subconscio, anche se sembrano inoffensive, riescono ad essere inopportune e sgradevoli, aprendo uno scenario immaginario spesso negativo.

Quante parole ha ascoltato il tifoso blucerchiato in questi mesi? Troppe. A luglio, interrogandoci sul perché non arrivasse nessun rinforzo le parole ci lasciavano la speranza che nel giro di poco sarebbe arrivato qualcuno. Caduto il disincanto, ad agosto nuovamente ci consolavano che potevamo farcela lo stesso, bastava essere convinti e garibaldini. Purtroppo con una buona dose di immancabile sfortuna, altre parole venivano spese per aiutarci a digerire una delle più cocenti eliminazioni che mi possa ricordare, mentre si andava verso un ridimensionamento.

In seguito, le parole rassicuravano passando attraverso coerenza e fiducia, dalla panchina del mister si era portati a pensare a difficoltà che nel giro di poco sarebbero state superate con lo spirito giusto. Le parole non riescono a spiegare del tutto perché tra i rassicuranti auguri di fine anno non era presente la decisione di smantellare tutto l'attacco, i nostri gioielli che tutti ci invidiavano, e non sono riuscite neppure dopo, quando al dolore di una tifoseria stordita e che si sforzava di seguire il cambiamento si rispondeva con parole che evocavano corde tese pronte a rompersi.

Ora, tra la delusione degli eventi continuamente in discesa e la preoccupazione sempre presente per la sopravvivenza nella massima serie di questa nostra Sampdoria, che tanto amiamo e vediamo onestamente in seria e sempre crescente difficoltà, quello di cui proprio non si sente la mancanza è di nuove parole. La situazione è tesa, non potrebbe essere altrimenti, ma lo spettacolo che abbiamo mostrato domenica, il colore ed  la passione, non lascia spazio ad equivoci. Questa tifoseria, questa gente di cui mi onoro di far parte, domenica ha superato nuovamente se stessa, ed il messaggio è stato chiaro: la Samp viene prima di tutto, e di serie B, neppure a parlarne.

Vent'anni fa contro lo stesso Lecce, noi si festeggiava uno scudetto, dopo tanto tempo e con una situazione ribaltata il clima era quasi lo stesso, l'amore per i nostri colori e per le nostre maglie è sempre così forte che per noi mai esisterà una serie minore. La Samp in campo ha rimediato nuovamente una sconfitta, proprio in una delle partite che maggiormente avrebbero permesso di ottenere un risultato positivo, qualche piccolo segnale positivo lo abbiamo anche visto, ma poco di più. Senza gioco, con poca o nulla determinazione, in questa lotta all'ultima giornata diventa sempre più difficile, ma la matematica ancora ci conforta, ci lascia un barlume di speranza e lascia ancora quella porta accostata.

E mentre si cerca di contenere le lacrime, viste e cadute in abbondanza solo pochi giorni fa, riecco altre parole, stavolta da Bogliasco, rassicuranti sul proseguimento nell'impegno societario anche in caso di discesa negli inferi. Se mai mi fossi un un po' calmata sono bastate due o tre frasi e mi è saltata nuovamente l'inquietudine. Sarà un limite ma vorrei non sentirne parlare, il messaggio che ne ho colto non mi è parso positivo, e poco rassicurante mi è arrivato anche da mister Cavasin, che ha tutta la mia simpatia per aver voluto accettare questa sfida, ma, volendo seguire le sue, di parole, mi domando che tipo di spogliatoio abbia trovato al suo arrivo, visto che ritiene di aver sistemato moltissime cose, sfumature a dir suo, mentre attendiamo con ansia un suo fenomenale apporto a questa squadra che deve sopravvivere, in barba alla sorte ed ai gufi cittadini.

Sabato sera saremo a San Siro, contro il Milan che è lanciatissimo per lo scudetto, motivazioni e tasso tecnico agli antipodi, ed in mezzo un certo 99 che ancora non ha trovato la sua dimensione in quella squadra. Visto che sembrerebbe proprio la sera meno indicata per fare punti speriamo almeno di vedere una Samp propositiva che inizi a credere di più in se stessa. Avanti Samp, sempre con te.